Via di Torrevecchia la peggiore strada di Roma

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A Monte Mario c’è la strada più pericolosa di Roma. Via di Torrevecchia. Incidenti alle stelle, buche e voragini ovunque e strisce pedonali scomparse. Ecco i problemi della strada

La peggiore strada della Capitale

Si sa, Via di Torrevecchia non è una strada che goda di una buona reputazione nella Capitale. All’inizio, quando fu costruita, doveva essere solo una strada che collegasse poche costruzioni in un quadrante composto quasi totalmente da campagna; poi però la città è cresciuta, la popolazione è aumentata e anche gli edifici. Ma la strada non è mai stata adeguatamente ammodernata per le nuove esigenze,anzi, è stata man mano rattoppata e modificata solo dove serviva con più urgenza.
Risultato?
Oggi Via di Torrevecchia è la strada più pericolosa di Roma. A dirlo però -e questo è il dato grave- non sono i cittadini bensì la Commissione Capitolina Mobilità riunitasi lo scorso 14 marzo 2018.

Una sorpresa per tutti

A fornire il dato è stato l’ingegnere Fabrizio Benvenuti, di “Roma Servizi per la mobilità”, il quale ha lasciato sorpresi addirittura esponenti dell’Amministrazione del XIV Municipio come Alessio Cecera, ex assessore ai Lavori Pubblici e ora Consigliere Dem. “Francamente non pensavo che via di Torrevecchia risultasse la strada più pericolosa della città”-ha dichiarato, appunto, Cecera.

La strada

Se si esaminasse più da vicino la situazione,inoltre, si comprenderebbe quanto il caso sia ancora più tragico. Innanzitutto Via di Torrevecchia, pur trovandosi addirittura nell’area di competenza di due Municipi -il XIV da via dei Monfortani a via dei Casali di Torrevecchia e il XIII fino alla fine della strada- la sua gestione di fatto non compete a nessuno dei due. La strada infatti, in quanto arteria a scorrimento veloce, si trova nelle mani del dipartimento “Simu” ( Sviluppo infrastrutture e manutenzione urbana). Ciò significa che per qualsiasi intervento il Municipio deve passare indirettamente per il “Simu”, facendo ufficiale richiesta e allungando così la trafila burocratica e tempistica.

I problemi di via di Torrevecchia

In secondo luogo, lo stato di Via di Torrevecchia sembra talmente grave che nessuno sappia realmente dove mettere le mani.
Infatti, di fronte ai dati che vedono aumentati del 20% gli incidenti mortali– come fanno sapere i registri del Ministero degli Interni– c’è chi, come Enrico StefanoPresidente della Commissione Trasporti Capitolina– dà la colpa al “numero spropositato di veicoli” sottolineando che “finché a Roma gireranno due milioni di macchine il problema si risolverà sempre parzialmente”.

Di altra opinione è invece il Consigliere Cecera che punta il dito prevalentemente sulla inadeguatezza degli attraversamenti pedonali: scarsi e mal segnalati.

Inoltre c’è da citare anche la voce del “Codacons”, che vede come principale causa di incidenti la scarsità dei controlli. Troppo poche le sanzioni per una città come Roma “ in cui regna l’anarchia più totale”.
“I limiti di velocità -sottolinea il “Codacons”- vengono costantemente ignorati e l’uso del telefonino alla guida raramente viene punito; la sosta selvaggia, poi, incrementa i problemi al traffico”.

Infine, da non dimenticare, c’è la sostanziale struttura della strada: stretta e dissestata a causa di innumerevoli buche, che rende un’impresa percorrere incolumi un’arteria sottoposta anche a un traffico importante per quel quadrante di Roma nord.

Le proposte

Ma non tutto è perduto. Infatti a seguito di questo primato da incubo, sia le Istituzioni che i cittadini si sono attivati per porre rimedio alla situazione.

A tal proposito il Consigliere per FDI al XIV, Fulvio Accorinti, ha dichiarato di presentare nei prossimi giorni un’istanza al Presidente del Municipio affinché venga subito coinvolto il “Simu” per mettere in sicurezza Via di Torrevecchia ed altre arterie come Via Mattia Battistini.

Dal fronte dei cittadini arriva invece la richiesta di “Retake Roma Monte Mario-Torrevecchia” di segnalare in modo adeguato l’attraversamento pedonale che collega la pista ciclopedonale alla stazione di Monte Mario.
“L’illuminazione delle strade e di altri luoghi pubblici- scrive “Retake” – contribuisce al benessere collettivo da più punti di vista. Una buona illuminazione partecipa alla sicurezza di automobilisti, motocilisti, ciclisti e pedoni, aumentando la visibilità dei percorsi e riducendo le possibilità di incidenti”.

Una speranza da Roma Capitale

In conclusione, una speranza arriva anche da Roma Capitale, la quale fa sapere sulla sua pagina Facebook, che è stato avviato un piano per la sperimentazione di strisce pedonali con Led e illuminazione dedicata per l’attraversamento della carreggiata. Un progetto partito dall’incrocio Porta Metronia-via dell’Amba Aradam, ma che si spera possa presto estendersi ad altre parti della Capitale e quindi anche alla “bisognosa” Via di Torrevecchia.