Uber Eats assaggia il food delivery. Sarà vera rivoluzione?

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Uber
https://www.eater.com/2017/9/25/16360594/ubereats-profitable-uber

Il mondo digitale si insidia sempre di più nel panorama food; stavolta è Uber a “consegnare” delle novità nella Capitale!

Da mesi si parlava dello sbarco di Uber in quella fetta del mercato food romano occupato da Just Eat, Mooveat, Foodora, Deliveroo, Movenda ecc… Un panorama commerciale redditizio che rappresenta, ad oggi, uno spiraglio economico molto ampio. Ed è proprio in questo settore che il colosso americano di trasporti privati ha deciso di investire. Un business da 3 miliardi di euro che tocca, di anno in anno, picchi di rialzo anche del 600%. Grazie anche alla collaborazione con McDonald’s, Uber Eats sembra ora lanciato alla conquista della Capitale.

Uber
Mappa copertura del sevizio

Cosa ci offre di nuovo?

Rispondere a questa domanda non è semplice. Il servizio NCC privato più famoso e discusso al mondo ha in poco tempo sovvertito il modo di vedere la mobilità ordinaria. Dopo essere stato accusato di concorrenza sleale dai Tassisti italiani ed aver affrontato le cause legali più disparate, eccolo tornare alla ribalta in un mercato che, in pratica, gli appartiene per natura. Nulla di stravolgente, sia ben chiaro. Uber Eats si ferma esattamente a fare quello che già le altre compagnie di food delivery fanno benissimo. Ma probabilmente con qualche distinzione:

  • McDonald’s sarà sempre con consegna gratuita
  • L’App è semplice, veloce ed intuitiva (figlia di una grande esperienza della Compagnia)
  • In tutta Italia le consegne sono gratuite fino al 7/10
  • Si può pagare online usando PayPal
  • Nella tua area personale trovi un “Diario alimentare” (per non dimenticare cosa hai mangiato nei giorni scorsi)

Ma, al di là di queste semplici “chicche”, abbiano notato spedizioni molto veloci (probabilmente date dal servizio ancora poco conosciuto), professionalità e la netta sensazione, da parte dell’azienda, di voler investire continuamente nel servizio.

Tutto molto bello ma?

Resta un po di amaro in bocca, comunque. Uber nel 2017 viene valutata 48 miliardi di dollari e per quanto questi numeri facciano pensare ad innovazione costante e grande voglia di arrivare prima di tutti; il suo servizio di consegne, ad oggi, resta solo “uno dei tanti”. Se si pensa poi che, come altre compagnie sotto accusa, anche i “riders” della neo Eats lavorano per poco più di €3,50 l’ora, allora è ovvio non rientrare nella lista dei preferiti.

Innoviamo?

Un’azienda che punta al primato deve inevitabilmente partire dai propri dipendenti. Mezzi speciali in concessione, caratteristiche singolari e distintive potrebbero, un domani, rendere il food delivery un caposaldo sociale, abbassando anche i costi del servizio. Se si unisse questo al mondo del Supermarket delivery, casomai in accordo con altre compagnie, come Amazon Go, allora si avrebbe la rivoluzione. Ma noi siamo pronti a tutto questo?