Trovato morto Matteo Barbieri, si indaga sulla scomparsa del giovane romano

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TPI news

Rinvenuto nel pomeriggio il corpo del giovane Matteo Barbieri, scomparso il 12 luglio 2018. Con lui ritrovata anche la sua moto, al km 4 della via Braccianese. Per il momento nessuna ipotesi esclusa. La Procura apre un’ inchiesta

Si concludono nel peggiore dei modi le ricerche del 18enne romano scomparso lo scorso 12 luglio 2018. Matteo Barbieri è stato ritrovato nel pomeriggio di oggi, da una volante della polizia, in un avvallamento su via Braccianese. A identificarlo sono stati i poliziotti del commissariato Flaminio accorsi sul posto.

il messaggero

La scomparsa di Matteo

L’assenza del giovanissimo Matteo era risultata subito sospetta a genitori e amici. Sin dalla sera del 12 luglio, quando, dopo aver lasciato il posto di lavoro alla Balduina, il ragazzo non aveva fatto ritorno all’appartamento di Anguillara Sabazia che condivideva con un amico. L’ultimo messaggio alla fidanzata intorno alla mezzanotte: “Amore sto tornando a casa“. Ma, dopo essere salito in sella alla moto, le sue tracce sono svanite nel nulla.

Un mistero oltre l’incidente stradale

Immediatamente sono partite le ricerche. I luoghi frequentati dal ragazzo e quelli intorno al percorso stradale che porta al lago di Bracciano vengono setacciati ogni giorno da parenti e amici in cerca di un qualsiasi indizio. Poi, oggi, la terribile notizia.
Il corpo del 18enne viene rinvenuto al km 4 della via Braccianese, all’altezza del civico 304, insieme alla sua moto. Tutto farebbe pensare ad un incidente stradale.

Eppure la Procura non sembra esserne così sicura, tanto che,  attraverso il pm Andrea Cusani,  avrebbe aperto un’inchiesta per omicidio e iscritto al registro degli indagati personaggi che frequentavano Matteo e il suo coinquilino. L’ipotesi più spaventosa sarebbe quella di un agguato teso al giovane centauro proprio sulla Braccianese.

L’indizio delle celle telefoniche

Nonostante, fanno sapere gli inquirenti, nessuna ipotesi sia ancora definitivamente esclusa, alcune dichiarazioni e indizi spingerebbero fortemente verso una tesi più intricata di quella dell’incidente stradale. Da subito gli stessi genitori, infatti, hanno dimostrato le loro preoccupazioni: “Matteo sarebbe incappato in un qualcosa più grande di lui”, hanno dichiarato. Ma ancora più inquietanti sono i dati registrati dalle celle telefoniche della zona del ritrovamento. Il cellulare si sarebbe bloccato poco prima del luogo del presunto incidente e il segnale, in seguito, avrebbe rallentato, come se il telefono fosse portato a piedi, per poi spegnersi del tutto.

Gli inquirenti sono costantemente al lavoro per riportare alla luce la verità su quella notte maledetta che ha strappato Matteo ai suoi cari. Sono attesi nei prossimi giorni gli esiti dell’autopsia insieme a quelli dei rilievi effettuati sulla moto e sul luogo del ritrovamento.