Il Tour dei Fantasmi di Roma

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Fra storia, leggenda e fantasia, un viaggio tra i fantasmi che popolano la Città Eterna

Un percorso insolito e curioso, organizzato dall’associazione Genti e Paesi, che negli ultimi anni ha riscosso un grande successo fra turisti e romani, è quello del Tour dei Fantasmi di Roma. Nella passeggiata notturna che partirà da Piazza Navona ( dal lato della chiesa di Sant’Agnese in Agone) e si concluderà a Campo dei Fiori, i protagonisti non saranno solamente palazzi, chiese e fontane della Roma Barocca ma presenze, che si dice di notte animino ancora i luoghi che li videro protagonisti in vita, rendendoli ancora più suggestivi e affascinanti.

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I ”fantasmi’ che appariranno nelle varie tappe, terranno dei monologhi, fornendo al pubblico per strada delle vere e proprie rappresentazioni teatrali. Il primo fantasma si manifesterà a Piazza Farnese: sarà il Conte Cagliostro misteriosa figura massonica della seconda metà del 700, esoterista e alchimista, che venuto da Palermo a Roma,  fu arrestato la sera del 27 dicembre 1789,in  seguito alla denuncia della moglie Lorenza,nel suo appartamento a Piazza Farnese e imprigionato a Castel Sant’Angelo, senza nessuna apparente ragione.

Fu processato, condannato come eretico, mago e bestemmiatore di Dio, della Madonna e dei Santi e murato vivo nella fortezza di San Leo di Rimini, nella cella chiamata ”il Pozzetto”, un buco senza porta in cui vennero ritrovate immagini e ritratti sul muro di Cagliostro stesso, ma non il suo corpo.  Nelle notti di luna piena si dice che appaia nel vicolo delle Grotte, alla spalle di Palazzo Farnese, chiamando il nome della dissoluta Lorenza.

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Il tour proseguirà con l’epifania di Beatrice Cenci, il più famoso fantasma di Roma, che nella notte fra il 10 e l’11 settembre si dice compaia sul ponte che conduce a Castel Sant’Angelo. Era la figlia di Francesco Cenci, nobile conosciuto per la sua indole violenta e meschina; egli maltrattava la moglie e i due figli maschi ed arrivò ad avere rapporti incestuosi con Beatrice.

La giovane aveva tentato di informare le autorità dei frequenti abusi, ma ciò non aveva avuto alcun seguito, e una volta scoperto che la figlia l’aveva denunciato, Francesco la confinò insieme alla moglie Lucrezia nel castello di famiglia a Rieti. In preda all’esasperazione i quattro Cenci decisero di assassinarlo e di simulare una caduta accidentale dal balcone.

Ma una serva incaricata da Beatrice di lavare le lenzuola sporche di sangue denunciò il fatto alle autorità, che dopo aver ottenuto la confessione dei quattro attraverso il metodo delle torture li condannò a morte. Il popolo di Roma che conosceva i retroscena, si sollevò contro la decisione brutale, ma il papa Clemente VIII non volle sentire ragioni.

E così, all’alba dell’11 settembre 1599 i quattro furono condotti a Ponte Sant’Angelo dove furono giustiziati. Il popolo di Roma la elesse a simbolo della resistenza contro l’arroganza dell’aristocrazia e, questo forte risentimento, la porta ancora oggi, nella notte della vigilia dell’esecuzione a vagare sul ponte con la propria testa recisa fra le mani.

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Un altro famoso fantasma romano, si dice, appaia nel cuore della notte a bordo di una carrozza nera, manifestandosi all’improvviso lungo ponte Sisto.

E’ il fantasma di Donna Olimpia o la Pimpaccia: nata a Viterbo in modeste condizioni, fu da sempre ambiziosa, astuta e divenne ben presto un’arrampicatrice sociale.  Alla morte del suo primo marito, si risposò con Pamphilio Pamphilj, fratello di quello che sarebbe diventato pochi anni dopo papa Innocenzo X. Quando morì anche il secondo marito ella divenne l’unica persona dei quali consigli il papa si fidava, ed acquistò quindi un potere immenso.

La sua residenza era Palazzo Pamphilj a Piazza Navona dalla quale regnava come una regina. Non piaceva affatto al popolo ed era consapevole di questo, fu soprannominata Pimpaccia e presso la ”statua parlante” di Pasquino, che si trovava dietro l’angolo di Palazzo Pamphilj, venivano affisse costantemente invettive ironiche contro di lei.

Ma a lei tutto questo non interessava, era avida e potente, ed era la sola cosa che le interessava. Ma quando poche ore prima della morte del papa, riempì due casse d’oro e fuggi su una carrozza velocissima, segnò la sua sorte. Il successore di Innocenzo X, Alessandro VII la esiliò e la invitò a restituire il denaro; ella rifiutò e non torno mai più a Piazza Navona. Morì di peste due anni dopo: la sua avidità diede vita alla tradizione popolare secondo cui appare a Ponte Sisto sulla carrozza, assieme al suo bottino di monete.

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Si conlcuderà con l’apparizione in Vicolo del Gallo, a pochi passi da Campo de’ Fiori dell’ombra penitente di Vannozza Cattanei, vissuta nella metà del 1400 come ”moglie” di Rodrigo Borgia, ossia papa Alessandro VI e madre dei suoi figli. Nonostante una vita prima peccaminosa, poi scontata con anni di rigida penitenza la bella Vannozza porta il suo fantasma malinconico nel luogo dove sorgeva la sua Locanda Della Vacca, luogo dell’incontro fatale con Rodrigo che le fece vivere una vita assai triste.

Ella, dopo l’elezione di Rodrigo a papa, fu sostituita come concubina da Giulia La bella, Giulia Farnese, fu allontanata dai suoi figli e non potè assistere nemmeno al matrimonio di sua figlia Lucrezia con Giovanni Sforza. Vide morire tutti i suoi figli, solo Lucrezia le sopravvisse ma solo di qualche mese. Vannozza morì all’eta di 76 anni e la sua lapide fu tumulata nella basilica di Santa Maria del Popolo accanto al figlio Giovanni. Oggi è conservata murata nel portico della Basilica di San Marco, di fronte al Campidoglio.

Il costo della visita è di 10 euro (per i bambini sotto i 12 anni solo 5 euro). LA PRENOTAZIONE E’ ASSOLUTAMENTE OBBLIGATORIA : si può effettuare telefonando allo 06.85301755 oppure inviando una mail a info@gentiepaesi.com. Per conoscere l’elenco delle date disponibili cliccare QUI.