Francesco Totti parla in campo: è ancora un calciatore della Roma

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Fonte:http: www.mister-x.it

Francesco Totti entra in campo e trova il gol del pareggio che salva la Roma da una sconfitta ridicola sul campo di Bergamo

Spalletti schiera una difesa insolita con Zukanovic e Manolas centrali, il solito Digne terzino sinistro mentre per la prima volta mette titolare Rudiger terzino destro. Inoltre schiera Dzeko dal primo minuto che si rivelerà un vero fallimento, lasciando in panchina El Shaarawy, forse il suo giocatore più in forma. Scelte non proprio azzeccate questa volta per il tecnico toscano. La Roma va in vantaggio di due gol ma in 10 minuti si fa rimontare e all’inizio del secondo tempo prende anche il 3-2. Ci pensa il Capitano entrato da sette minuti a salvare almeno la faccia alla squadra di Spalletti.

Dal fischio finale di ieri pomeriggio non si è praticamente mai parlato della Roma in campo ma principalmente degli attriti tra Totti e Spalletti, con un probabile litigio negli spogliatoi tra i due ma smentito in serata dal tecnico toscano. Francesco sul campo da gioco ha ricordato a tutti che è ancora un calciatore della Roma ed è ancora in grado di decidere le partite.

Ormai l’addio di Francesco a fine stagione sembra sicuro, ma non è come tutti noi ce lo saremmo aspettati e sicuramente non sarà come il protagonista voleva. Lui ha dedicato una carriera alla sua squadra e alla sua maglia, decidendo di restare nella sua città vincendo poco invece di andare in altre squadre pagato a peso d’oro. Grazie a questa scelta è diventato la bandiera e l’orgoglio di una città ma non solo, è diventato l’emblema di uno sport e come tale è riconosciuto in tutto il mondo.

Il calcio d’oggi è un calcio votato al guadagno, al business, alle plusvalenze e agli affari e in un mondo del genere non c’è più spazio per le bandiere, quei giocatori a cui i bambini si ispirano quando toccano per la prima volta un pallone nel cortile sotto casa e urlano il loro nome quando segnano i primi gol. Di sicuro il nome più strillato nei campetti di tutta Roma da almeno quindici anni a questa parte è uno solo. Ma un imprenditore che nella carta d’identità sotto la voce “luogo di nascita” ha scritto Boston queste emozioni giustamente non le può capire. E giustamente non si possono neanche spiegare.

Fonte: www.atribune.com
Fonte: www.atribune.com

Lo sapevamo tutti che questo momento sarebbe arrivato, ma questo più che un addio è uno strappo lento e doloroso che fa malissimo ai tifosi giallorossi e sicuramente farà ancora più male al protagonista. Un giocatore del genere non si sa quando e se lo si potrà mai rivedere indossare i nostri colori, perché Francesco non è solo il simbolo di una squadra e di una città, ma è il simbolo di una generazione di calciatori che con questo calcio è destinata a scomparire. Totti è l’esempio più eclatante della difficoltà che questo tipo di giocatori hanno con i nuovi meccanismi che ormai dominano questo sport.

A questo punto vedere Francesco giocare l’anno prossimo con una maglia diversa da quella che porta i colori della sua città non è da escludere ma di una cosa siamo sicuri, per il Capitano non c’è mai stato un dubbio, per il Capitano esiste solo una maglia, la sua.

Da quell’intervista alla vigilia di Roma Palermo in cui in fondo chiedeva solo un po’ di rispetto e più chiarezza per quello che sarà il suo futuro non ha più parlato. Ha aspettato l’occasione giusta per parlare nel modo che gli riesce meglio, con un pallone tra i piedi. Un assist decisivo che permette alla Roma di pareggiare contro il Bologna, un gol che salva la sua squadra da una figuraccia contro l’Atalanta e per poco non la fa anche vincere mettendo una palla perfetta tra i piedi di Dzeko, che di sicuro non è un giocatore su cui puoi contare che faccia gol.

In due partite ci ha dimostrato che forse è presto cominciare a coniugare i verbi al passato quando si parla di lui. Che probabilmente con una palla tra i piedi qualcosa può ancora dire, ovviamente rispettando le direttive e i tempi del mister. In fondo se per quasi una stagione intera un giocatore come Dzeko ha giocato titolare non c’è motivo per precludere a Francesco la possibilità di giocare un altro anno, magari solo come rincalzo o come uomo spogliatoio, perché la sua richiesta è semplice: non essere cacciato via.