L’oggettivo smarrimento dei pentastellati nella capitale

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Tra il fallimentare piano Marshall, l’asfaltamento dei sampietrini all’Eur (in piena crisi buche) e l’ammissione di Dessì al gruppo parlamentare del Senato… I pentastellati sembrano aver perso la bussola

Risuona nelle orecchie la spregiudicata volontà di voler trovare nel M5s qualcosa che non funziona, per poi poterlo criticare. Non è così. L’evidenza dei fatti di cui si sta parlando mira a casi particolari (senza voler fare di tutta l’erba un fascio) che però fanno rizzar la pelle a chi segue da vicino i pentastellati.

Piano Marschall solo nei film, ma asfaltiamo l’Eur

Le cause meteorologiche hanno reso la capitale invivibile; tra buche, incidenti, rimodulazione dei limiti di velocità (oltre qualunque logica naturale) ed una class action contro il Comune di Roma.

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La povera sindaca si è trovate in un mese a dover affrontare qualcosa di assolutamente inedito, ma non irreparabile. L’unica evidenza è però quella che, nonostante gli sforzi del comune, ci siano ancora fortissimi disagi in giro per la città. Allora risuona polemica la critica di chi afferma: “Siete bravissimi ad asfaltare degli ornamentali sampietrini in puro porfido per far spazio alla Formula E, mentre vi dimenticate dei crateri che distruggono Roma?”. Nulla di più vero.

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Ma è anche chiaro che per essere al centro di una grande manifestazione sportiva ne devi anche essere all’altezza. Infatti, come successe a Parigi, il materiale che oggi ricopre il suolo intorno al Palazzo dei Congressi sarà rimosso immediatamente dopo la gara.

E allora mandiamo Dessì al Senato

Tutti ricordano quella foto con il clan Spada ad Ostia. Nessuna dimentica l’amico di Di Battista che riusciva a vivere in un alloggio comunale di Roma spendendo solo 7 euro al mese.

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Nessuno si è sognato la voce di Di Maio dire, durante la campagna elettorale, che il candidato senatore avrebbe rinunciato allo scranno in forza al Movimento 5 Stelle e che, a dimostrazione di questo, aveva fatto firmare un foglio in cui Dessì si impegnava a rifiutare il seggio. Eppure eccoci qui, a parlarne. Perché proprio ieri il capogruppo Toninelli ha dato via libera al reintegro del giornalista di 53 anni. Un fatto che ha destato scandalo e stupore, non solo da parte degli elettori, ma dagli stessi appartenenti al gruppo grillino. A questo fa eco la fuga del candidato premier davanti le telecamere dopo i chiarimenti richiesti dalla stampa presente.