Il dipinto originale del Sironi non è perduto

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Sironi

Ieri sono stati presentati i primi risultati del restauro dell’affresco del Sironi nell’Aula magna della Sapienza: l’originale si può recuperare

Ieri, 6 giugno, a quasi un anno dall’inizio dei lavori di restauro de L’Italia tra le Arti e le Scienze di Mario Sironi si è potuto stabilire che il celebre dipinto murale potrà essere nuovamente ammirato nella sua veste originale a partire da luglio 2017, grazie al lavoro degli allievi restauratori della Scuola di Alta Formazione dell’ISCR e degli specializzandi in Beni storico artistici della Sapienza.

SironiL’affresco che adorna l’Aula magna del Rettorato della Sapienza, caratterizzato da colori brillanti e figure monumentali, fu eseguito nel 1935 da Sironi in occasione dell’inaugurazione della Città Universitaria su progetto dell’architetto Marcello Piacentini. Nel 1950, per nascondere i simboli del regime in un ormai mutato clima storico e politico, fu affidato al pittore napoletano Carlo Siviero il compito di occultare l’opera, che già aveva subito dei danni dalla guerra, prima con un provvisorio strato di carta da parati e poi con strati spessi di colore che però annullarono anche i tratti puramente stilistici di Sironi.

Siviero ha cancellato nello specifico un personaggio a cavallo (probabilmente Mussolini) e una iscrizione scolpita sulla montagna che riportava la data XIV (il quattordicesimo anno dell’era fascista). Sono stati inoltre ridimensionati l’arco romano e l’aquila e la fisionomia dei personaggi è stata alterata. Le allusioni fasciste sono così forti poiché Mussolini stesso, su consiglio di Piacentini, ricevette l’artista alla fine del 1933 e gli affidò  “il compito arduo di illustrare il fascismo nella grande parete del salone dell’Università romana” che si concluse in soli due mesi.

SironiL’affresco ricorda un’immagine sacra data la sua forma absidale; l’Italia è circondata dalle Arti e dalle Scienze personificate: l’Astronomia, la Mineralogia, la Botanica, la Geografia, l’Architettura, le Lettere, la Pittura e la Storia. Sullo sfondo si intravedono l’arco di trionfo, un’aquila e la vittoria alata con la spada che rappresentano le vittorie romane.  L’importanza dello studio e delle arti è ricordata anche nella seguente iscrizione in latino situata sopra l’affresco: “Doctrinae studium vitam producit et auget / Immortalis eris si sapias iuvenis” (Gli studi e l’istruzione prolungano e accrescono la vita / Se hai il sapere, o giovane, sarai immortale).

Attualmente il restauro è ancora in corso e rappresenta il primo risultato della collaborazione stretta nel marzo del 2015 fra il MIUR (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca) e il MiBACT (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) che nel mese successivo ha permesso di stabilire una convenzione tra Sapienza e l’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (ISCR). Nella prima fase sono stati documentati lo stato attuale dell’opera, la tecnica esecutiva e i materiali di cui è costituita per poi eseguire delle indagini diagnostiche (come riflettografia IR, fluorescenza UV, videoendoscopia e termografia) e microchimiche sugli elementi utilizzati.

SironiSuccessivamente, gli studenti hanno condotto anche uno studio di tipo filologico comparando la ridipintura all’originale che ha permesso in tempi lunghi di individuare i metodi d’intervento più adatti. A questo si è affiancata una ricerca bibliografica e documentaria per reperire fotografie degli anni Trenta che testimoniassero i caratteri dell’opera.

Grazie a questo complesso intervento si potrà riportare alla luce tutto ciò che l’estesa ridipintura aveva celato come i preziosi colori sironiani (l’azzurro intenso del cielo e il marrone delle montagne brulle dagli echi giotteschi), le figure interamente cancellate e le vere tonalità dei volti. L’opera di restauro, oltre a riportare alla luce il dipinto che sancisce la nascita della Città Universitaria e che testimonia l’arte tra le due guerre, è un’importante occasione di scambio e collaborazione tra gli studenti di Restauro e di Beni storico artistici e rappresenta per entrambi una vera e propria scuola-cantiere.