La tesi di laurea sulla radiovisione diventa un libro

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Simone di Biasio, autore di Guardare la radio ci parla del libro nato dalla sua tesi di laurea. Uno dei primi lavori che vuole definire la radiovisione

La sua tesi di laurea è partita da un percorso linguistico sulla radiovisione, cercando di trovare una definizione per questo fenomeno e di analizzare gli episodi di radiovisione che partono dagli anni 60 fino agli anni 90. Si tratta di un argomento nuovo, non si trova infatti attualmente una definizione di radiovisione nei dizionari.
Il fenomeno nasce con le radio libere, negli anni 70, dove spesso infatti si utilizzava anche una telecamera. radiovisione

La sua tesi utilizza come definizione di radiovisione, la tipologia di radio trasmessa in video, di RTL. Ha analizzato anche gli altri episodi di radiovisione, proponendo una ricognizione storica e sociologica della radio attraverso immagini. Il termine viene indicato anche per indicare i primi esperimenti televisivi, da qui la sigla RAI-radiotelevisione italiana.

Per questo motivo il titolo della tesi è La radiovisione, dalla preistoria della tv al futuro della radio. La struttura è rimasta la stessa anche nel libro, con le dovute integrazioni e gli aggiornamenti.
Contiene le interviste ad alcuni esperti, tra cui Maurizio Costanzo che tra le altre sue esperienze, ha condotto per tre anni il programma Radio Costanzo Show, fino allo scorso gennaio.

Costanzo ha proposto la definizione più brillante di radiovisione, considerata “una radio che studia la televisione”, anche se l’autore del libro sostiene che rimangono comunque le differenze tra questi due media, per cui la radio non arriva mai a sostituire la televisione.
Tra gli altri intervistati anche Roberto Uggeri, ex speaker di RTL, che ha contattato “mandando un sms che è stato letto in diretta durante il suo programma”, come racconta l’autore, Simone di Biasio.

Secondo lui “la radiovisione appartiene al futuro della radio, perché i prezzi si abbasseranno notevolmente e diventerà accessibile a tutti, nonostante i puristi della radio non amino la questione visiva.”

L’esperienza al Coris

L’esperienza universitaria al CORIS, Dipartimento di Comunicazione dell’Università La Sapienza, è stata per lui “molto positiva, con un ambiente giovane, per forza di cose dato che si occupa dello studio dei nuovi media, ma che può essere implementata”.
Durante la tesi il suo tutor ha  “sempre cercato di darmi delle risposte, anche se le domande erano nuove, mai mosse prima”.

La tesi

Il suo consiglio  per gli studenti che si apprestano a scrivere il temuto ‘elaborato finale’ è quello di  “prendere il momento della tesi come una possibilità di crescita, anche per capire come si lavora ad un libro e un progetto scientifico”. Soprattutto suggerisce di  “non abbandonare la tesi dopo la discussione, perché se noi la giudichiamo interessante, magari lo può fare anche qualcun altro. Piuttosto che farci sfruttare noi dalla tesi, è meglio sfruttare la tesi”.
Il suo lavoro di ricerca, infatti, gli ha permesso di conoscere professionisti del settore e di realizzare questo libro, che presenterà il 25 marzo a viterbo con il professor Mario Morcellini