Bike Sharing – senza rastrelliere e senza nessuna regolamentazione

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Sharing

Da qualche tempo nella capitale è arrivato il Bike Sharing. Andiamo a vedere insieme a che punto è questa pratica di noleggio a flusso libero

Mobilità sostenibile, libertà dal traffico cittadino e un’occhio di riguardo alla salute personale. Il Bike Sharing è tutto questo e molto di più. L’idea di  riuscire a girare la città con un mezzo che non sia a motore, oggi, nel 21esimo secolo, è qualcosa di rivoluzionario. Si, perché la nostra affezione ai classici mezzi di trasporto spinti a motore (che siano esso elettrico o a combustibile) col tempo ci hanno limitato la vita. Nelle grandi città, soprattutto, il traffico continuo inficia gli spostamenti, anche più semplici, e lo stress dei cittadini sale a livelli proporzionali di anno in anno. Ecco perchè affittare una bicicletta per muoversi non risulta una scelta tanto sbagliata.

Cosa sta succedendo?

Detto ciò l’amministrazione capitolina ha, da qualche tempo, deciso di inserire tra le strade della capitale il servizio di noleggio a due ruote. Un qualcosa di rivoluzionario, come già abbiamo visto a Milano, ma che in realtà sta creando non pochi grattacapi. Il fatto di non aver ancora aggiunto nella città le fatidiche rastrelliere ha creato una situazione incontrollabile. Abbiamo girato Roma e ci siamo resi conto di come la situazione stia realmente scivolando dalle mani. Le OBike (ormai unica compagnia superstite del servizio dopo la rinuncia a restare di Goobee.bike) sono ovunque: in mezzo alla strada, sulle panchine, sui muretti, nei burroni… e potremmo continuare all’infinito. La stessa azienda cinese Goobee ha deciso di andar via dall’Italia a seguito degli atti vandalici che hanno visto la distruzione della propria flotta. Una condizione che richiede risposte.

Obike parcheggiata sul Gianicolo

L’utile al dilettevole

E’ quindi vero che una città come Roma ha bisogno di un servizio come questo. Ma è allo stesso tempo importante che il cosiddetto “flusso libero” venga normalizzato con l’installazione di rastrelliere parking e che le stesse aziende prevedano dei luoghi di raccolta mezzi. Perché oltre alla sostenibilità c’è anche il bisogno del decoro urbano; irraggiungibile con le bici nel Tevere o nelle fontane della capitale.