Scarda, dopo “Smetto quando voglio” arriva “Bianca”

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“Bianca” è il primo brano che anticipa il nuovo album di Scarda, in uscita entro l’anno per Bianca Dischi. Un brano sincero, un ritornello che entra in testa, con la stessa autenticità che contraddistingue il cantautorato di Nico Scardamaglio

Nato a Napoli, calabrese di lunga adozione, attualmente vivi a Roma. In che misura i luoghi che hai frequentato hanno inciso sull’ambizione di fare musica?

Dunque, il “dove” spesso coincide con il “come”, questo è vero. Partiamo dal luogo di nascita: Napoli. Sono convinto del fatto che avere un DNA napoletano aiuti molto quando vuoi esprimerti artisticamente. Una delle mie attività principali sono i concerti, si tratta di esibirsi davanti a un pubblico, quindi ci vuole quella vena un po’ esibizionista. È necessario non vergognarsi di stare davanti a un pubblico a fare cose, e in questo i napoletani sono maestri.

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Foto: facebook.com

Un popolo molto “vergognoso” è sicuramente quello calabrese, ma stare in Calabria ha altri vantaggi. La costa di Vibo Valentia è sicuramente nella top 5 italiana in termini di bellezza, quasi tutto quello che ho scritto nelle canzoni del primo disco l’ho vissuto lì. Sono luoghi che ispirano, e io mi sono lasciato ispirare.

Roma… è il luogo in cui abito adesso, è il luogo in cui ho deciso effettivamente di fare musica. È una città dalla quale ricevi milioni di stimoli in più dal punto di vista artistico e una volta ricevuto questo stimolo ciò che ho fatto è stato elaborare quello che avevo vissuto giù in Calabria, perchè la lontananza aiuta a riflettere meglio su ciò che hai avuto, su ciò che hai vissuto. Te lo fa vedere dall’alto.

Il tuo album d’esordio, pubblicato nel 2014, è stato “I Piedi Sul Cruscotto” (MK Records), che raggiunge sempre più ascoltatori per la sua poeticità genuina. Quale riscontro ha avuto tra il pubblico, soprattutto dopo la candidatura alla Targa Tenco come miglior opera prima?

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Foto: quotidiano.net

La candidatura al Tenco non ha avuto alcun effetto sul pubblico. E’ una vetrina solo per gli addetti ai lavori, e forse oggi è un premio anche abbastanza snobbato da questi ultimi, nei tempi in cui si gioca a fare il pop (con buona pace del cantautorato). Sicuramente un po’ di pubblicità mediatica in più non farebbe male, non dico che bisogna fare gli “Oscar”, ma uno stile di comunicazione in stile “Leone d’oro” magari sì, visto che il Tenco giustamente ci tiene a mantenere la sua vocazione culturale.

I piedi sul cruscotto è un album che ha seguito un’onda lenta ma sempre in crescendo, non ho avuto enormi picchi che poi sono precipitati, questa cosa è buona, però ho bisogno di inserirmi in canali che siano più di riferimento per gli ascoltatori. E’ quello che mi è mancato finora, se continuo così procedo troppo lentamente. C’è da dire che chi procede lento “consolida”, chi va troppo veloce invece rischia (in alcuni casi) di creare “volatilità”. Questo è l’anno in cui confido di inserirmi nei canali giusti.

La tua esperienza artistica è presto arricchita dalla collaborazione con il film “Smetto quando voglio”: nel 2014, la tua soundtrack è stata anche candidata ai David di Donatello. In seguito, hai creato colonne sonore per altre pellicole?

Sì, ma si trattava sempre di nuovi film appartenenti alla stessa saga, appunto “Smetto quando voglio”.

scardaIl nuovo disco al quale stai lavorando, in uscita nel 2018 per Bianca Dischi, è stato anticipato dalla presentazione del singolo “Bianca”. Cosa puoi anticiparci sui contenuti che contraddistinguono il tuo ultimo album?

Ci sarà un sound diverso, meno acustico, meno “chitarroso”, ma senza eccedere. Continuo a fare cantautorato, i testi rimangono nel mio stile, si prova a fare poesia, insomma. Io ritengo di fare un cantautorato “pop” già dal primo disco, e il nuovo album lo evidenzierà, come già credo si sia capito ascoltando “Bianca”. Sarà un disco che analizzerà principalmente le vicende di coppia. In molti, se ascolteranno, si ritroveranno nelle situazioni che racconterò, cercherò di trasmettere emozioni forti.

Le registrazioni in studio sono accompagnate da un tour in alcune città italiane. Recentemente, hai cantato a Potenza, e hai in programma altre date a giungo, di cui una proprio a Roma. C’è un’attività che preferisci, tra la composizione dei tuoi brani e le esibizioni live?

Sì, il 30 Giugno suonerò a ‘Na cosetta estiva, in uno spazio particolare, dentro la struttura di Largo Venue. Sto facendo un po’ di date sparse, prima di un vero e proprio tour che avrà luogo con l’uscita del disco. Mi piacciono entrambe le attività, sia quella compositiva che quella dal vivo. Sicuramente quest’ultima regala qualche emozione in più: fosse per me vivrei sul palco, mi piace creare un feeling tra me e il pubblico.

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Foto: facebook.com

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