Roma Pride – L’arcobaleno dell’uguaglianza si disegna su Roma

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Ieri si è svolta la manifestazione per i diritti delle persone Lgbtqi. In 20mila hanno sfilato, su carri arcobaleno, per le strade della capitale

I colori sono tutti uguali

E’ partito ieri, colorando le strade della capitale, il Roma Pride. La manifestazione, che ha visto sfilare tutto l’arcobaleno Lgbtqi, si è presentata come un’evocazione di tutti quei diritti che troppo spesso vengono calpestati. Per quest’edizione gli organizzatori hanno scelto lo slogan ‘Corpi senza confini’:

Perché vogliamo superare tutti i confini ideologici, morali, psicologici, che ci chiudono nelle barriere dell’omofobia, lesbofobia, transfobia. Che ci chiudono nelle barriere della violenza di genere e in quelle fisiche e sanitarie. Perché chiediamo che lo Stato intervenga con delle politiche di prevenzione sulle infezioni sessualmente trasmesse e soprattutto per una educazione alla cultura sessuale

ha detto Sebastiano Secci, portavoce dell’iniziativa, sottolineando che questo nuovo slogan sarà il grido di battaglia per i diritti e per il riconoscimento delle differenze di tutte le persone lgbti.

La sfilata dell’arcobaleno

La parata ha avuto inizio da Piazza della Repubblica; parrucche, corpi colorati, bandiere della pace, musica e tanta allegria hanno ravvivato uno degli eventi che racchiude in se’ il più alto concentrato di provocazione ideologica e bellezza folcloristica. Si è così continuati fino a Piazza della Madonna di Loreto, dove il bus inglese a due piani del coordinamento si è trasformato in un bellissimo palco su cui sono intervenute diverse personalità politiche.

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Anche Google ha voluto rendere onore all’evento per i diritti dei Gay; sull’app di Maps, infatti, ieri si poteva vedere lungo tutto il percorso della manifestazione una scia arcobaleno infinita.

Hanno così seguito il corteo anche diversi rappresentanti del Campidoglio (il vicesindaco Luca Bergamo e l’assessore allo Sport Daniele Frongia) e della giunta regionale. Così come la CGIL di Susanna Camusso e Monica Cirinnà, artefice delle Unioni civili.

I carri e la contro-protesta

15 sono stati i carri che hanno inondato di colori le piazze della città eterna. Da quello del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli (con indosso le maglie con su scritto ‘Spogliamoci‘), a quello del Canada, con al seguito la delegazione del Quebec e le rappresentanze delle ambasciate di Australia, Spagna, Regno Unito e Germania. Inediti sono stati i carri dell’Unione sindacale di base, con una nutrita e colorata rappresentanza dei Vigili del Fuoco, e quelli del Degender-Communia ed il  Taffo Funeral Services, di cui non scorderemo mai la campagna contro l’omofobia.

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Non sono mancate comunque le critiche da parte della comunità cattolica e di ‘Sentinelle in Piedi’, il movimento romano che “nasce in difesa delle libertà d’espressione messa in discussione dal ddl Scalfaro“. In particolare sono piovuti fischi, in Piazza San Silvestro, alle parole di una ‘Sentinella’ che esprimeva, davanti la folla, la volontà di pretendere per un bambino sia una mamma che un papà (andando contro le adozioni gay).

Siamo tutti #charlie salvo quando dici che un bambino ha diritto a una mamma e un papà. #sentinelle #100piazze

Pubblicato da Sentinelle in Piedi – Roma su Domenica 24 maggio 2015