Caporetto giallorossa, Roma-Porto finisce 0-3

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fonte: eurosport.com

La Roma di Spalletti capitola allo Stadio Olimpico contro il Porto di Espirito Santo. Espulsi De Rossi e Palmieri, prestazione sconcertante e stagione compromessa

Una Roma sconcertante quella scesa in campo ieri sera contro il Porto. Sconcertante perché nessuno probabilmente aveva previsto una simile prestazione degli uomini di Spalletti. In primis Spalletti stesso. La gara di andata e il match contro l’Udinese lasciavano intravedere una squadra in buonissima forma, specialmente sotto l’aspetto mentale.

A Oporto i giallorossi avevano saputo soffrire e rimanere compatti nonostante l’inferiorità numerica. In casa contro i Friulani, dopo un primo tempo incerto, la Roma nella ripresa aveva dimostrato forza ed efficacia sotto ogni punto di vista. Ottime premesse alle porte di un appuntamento cruciale da giocare, per di più in un Olimpico delle grandi occasioni. E invece ecco ricomparire i vecchi fantasmi che ormai troppe volte hanno fatto vivere incubi sportivi ai tifosi giallorossi. Due espulsioni, tre goal subiti e un approccio alla partita molle e inadeguato. Ma andiamo con ordine.

fonte: forzaroma.info
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Spalletti vuole partire subito forte e prendere in mano le redini della gara. Questo sembrerebbe far intendere la formazione schierata ai nastri di partenza. Un 4-2-3-1 con De Rossi centrale di difesa, e Strootman e Paredes davanti alla difesa. Nainngolan subito dietro al reparto offensivo, composto da Salah, Dzeko e Perotti.

Come ha dichiarato il tecnico nel post partita, la volontà era quella di iniziare a impostare il gioco a partire dal reparto arretrato. Scelta discussa con il senno di poi, davanti alla quale inizialmente in pochi avevano  storto il naso.

La partenza smentisce ogni buon auspicio. Al minuto 8 sugli sviluppi di un calcio piazzato per il Porto, Felipe salta inspiegabilmente da solo in area e insacca di testa alle spalle di Szczesny. La Roma sembra accusare il colpo e inizia a difettare in termini di lucidità. Con il passare dei minuti la situazione va però riassestarsi e i giallorossi cominciano a creare gioco. Al 37′ una grande occasione per Salah sembra risvegliare definitivamente la squadra dal torpore iniziale.

fonte: repubblica.it
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Ma, pochi minuti dopo, arriva l’inspiegabile gesto di De Rossi. Un’entrata con il piede a martello e in netto ritardo su Maxi Pereira, costringe l’arbitro Marciniak a estrarre il cartellino rosso.

Espulsione numero 14 in carriera per il centrocampista di Ostia, che difficilmente verrà dimenticata o perdonata dai tifosi.

Il match si mette inevitabilmente in salita e la squadra sembra faticare a livello prima mentale che tattico. Al 5o’ Emerson Palmieri, subentrato a Paredes, perde la bussola ed entra in ritardo e in maniera scomposta su un avversario. Altra espulsione e per la Roma: è notte fonda. La partita sembra però prendere una piega inaspettata. Gli uomini di Spalletti feriti e mossi dall’orgoglio provano a rimettere in piedi una situazione paradossalmente ancora recuperabile. Basterebbe un goal per ristabilire la situazione di parità, e il Porto non sembra spingere per chiudere definitivamente i conti. Ma in una delle inevitabili ripartenze a campo aperto per gli avversari, arriva il colpo di grazia. Szczesny esce ben oltre i limiti dell’area per fermare Layunche lanciato verso la porta. L’estremo difensore manca l’intervento e la palla va ad infilarsi comodamente in rete. Il goal del definitivo 0-3 da parte di Corona pochi minuti dopo, decreta il tracollo romanista.

fonte: laroma24.it
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Poco o nulla da salvare dunque in una serata ai limiti del paradossale. Normale e condivisibile pensare in primo luogo al gesto di De Rossi. Viene difficile capacitarsi di come un giocatore della sua esperienza e importanza, possa ancora ricadere in simili episodi. Va inoltre considerata l’aggravante di aver compromesso il match, nella fase in cui la Roma sembrava riprendere fiducia nei propri mezzi. Sarebbe opportuno constatare l’inadeguatezza di alcuni elementi in certi palcoscenici, vedi Emerson Palmieri nello specifico.

Ma ciò che più sembra mancare alla Roma è il definitivo salto qualitativo sull’aspetto della mentalità. Alle ambizioni da grande squadra devono seguire dei progressi sportivi che, purtroppo, sembrano ancora lontani. Ed è difficile adesso immaginare quale possa essere la soluzione nell’immediato, se non aspettare, ancora una volta, fiduciosi. Doverosa nota di merito per Strootman e Nainngolan, con quest’ultimo in particolare, vero e unico trascinatore anche nelle serate più buie.