Roma, possiamo solo dirti grazie!

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All’Oilimpico finisce 4 a 2 una partita condizionata pesantemente dall’arbitro che probabilmente ha negato la finale alla Roma. Resta comunque la consapevolezza di un percorso eccezionale, motivo di orgoglio per la prossima stagione.

Peccato, per un soffio. O per un fischio sarebbe meglio dire. La Roma batte 4 a 2 il Liverpool ma esce comunque dalla Champions League, vedendo sfumare il sogno della finale. All’Olimpico succede di tutto, ma ciò che fa più rabbia stavolta non è la prestazione dei giallorossi, che si sono dimostrati all’altezza di questa partita, ma un arbitraggio ai limiti dell’imbarazzante, non ai livelli di una semifinale di Champions League.

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La squadra di Di Francesco esce comunque a testa altissima, consapevole di avercela messa tutta fino all’ultimo secondo, quando Nainggolan ha calciato l’inutile rigore del 4 a 2 che ha sancito la fine del match. Quasi una presa in giro quel penalty, una ferita all’orgoglio di questa squadra che ha fatto veramente tanto, e che forse per una volta meritava anche di più. Ma va bene così, il calcio è anche questo. Con la VAR sarebbe stata tutta un’altra finale, con Roma e Bayern che si sarebbero incrociate a Kiev molto probabilmente, e invece ora guarderanno la partita dei “grandi” dal proprio divano.

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Comunque rimuginare su questo non serve a nulla ora. Adesso bisogna ripartire da questa partita e concentrarsi sul campionato per blindare la qualificazione in Champions League e riprovarci l’anno prossimo, e non più tra 30 anni. Si, perché questa squadra è cresciuta, è diventata grande. E stavolta non è un’esaltazione illusoria. Questa volta si è vista una squadra determinata come non mai, che ha reso i tifosi increduli e allo stesso tempo orgogliosi di un gruppo unito fino alla fine, mantenendo la lucidità necessaria anche contro le palesi ingiustizie arbitrali, capace di ribaltare quasi per due volte un risultato contro due grandi squadre che fino allo scorso anno ci avrebbe condannato già dall’andata.

Bisogna ricominciare da qui. Dagli applausi dei 60’000 tifosi a fine partita, fieri dello splendido percorso compiuto da questa squadra, fino a qualche mese fa considerato più che impossibile. Il cuore c’è sempre stato, ora c’è anche la testa e sognare una finale di Champions non deve essere più un’utopia, ma solo un obiettivo difficile da raggiungere, ma non impossibile.

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IL FILM DELLA PARTITA: LA ROMA CI PROVA, L’ARBITRO CI CONDANNA

All’Olimpico, davanti a 65’000 spettatori, la Roma scende in campo per tentare di nuovo l’impresa miracolosa. Stavolta davanti a loro ci sono i Reds del Liverpool, venuti in maglia bianca però in questo ritorno di Champions League, di certo non in segno di arresa.

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Di Francesco schiera il 4-3-3 con Schick, El Shaarawy e Dzeko in avanti, per provare subito a mettere in discesa la partita. A centrocampo, vista l’assenza di Strootman, ci sono Pellegrini, De Rossi e Nainggolan. Ed è proprio il belga però a mettere in salita la partita che con un clamoroso errore nella metà campo, concede palla a Firmino che se ne va in velocità e serve Manè che da due passi trafigge Alisson. Dopo 9 minuti la Roma è sotto di un gol e la “Romantada” si fa ancora più dura. Ma la squadra non demorde e al 15′ trova subito il pari con un fortunoso autogol di Milner che, dopo il rinvio di Lovren su sponda di El Shaarawy, si vede capitolare la palla sul volto che poi termina in rete. 1 a 1 e Roma che torna a crederci.

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Ma il Liverpool è comunque in partita e fa soffrire molto la Roma, specialmente sulle fasce, come quando Robertson supera con facilità Florenzi e serve ancora Manè, fermato da un’ottima parata di Alisson sul primo palo. Ma proprio sull’immediato calcio d’angolo la Roma torna in svantaggio. Cross in mezzo, la palla è messa fuori, ma Dzeko, sbilanciato da Van Dijk, la rimette di testa dentro l’area dove un’altro olandese, Wijnaldum, da due passi la spinge in rete. Ora bisogna ripetere il 5 a 2 dell’andata per andare almeno ai supplementari. La reazione arriva subito però. Kolarov serve El Sharaawy che dopo un doppio dribbling lascia partire un destro a giro da fuori area che prima è deviato di nuovo da Milner per poi sbattere sul palo, l’ennesimo quest’anno. Finisce il primo tempo con l’amaro in bocca per la Roma consapevole di aver regalato due gol agli inglesi ( oltre al presunto fallo su Dzeko sbilanciato da van Dijk) e di averne sprecati altrettanti.

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La Roma però non è più quella di una volta, non arriva un’altra valanga di gol, ma bensì un’altra occasione da gol. Pellegrini serve in profondità Dzeko che salta Karius, stendendolo. Rigore? No, fuorigioco del bosniaco, non propriamente in offside. Un contatto netto che avrebbe potuto cambiare completamente la partita ma che, purtroppo per la Roma, era a gioco fermo secondo la terna arbitrale. La Roma però non si scoraggia. Al 52′ palla lunga per El Shaarawy (uno dei migliori in campo) che supera facilmente in velocità Alexander-Arnold, si accentra e calcia un gran destro dal limite; Karius non respinge benissimo e la palla arriva sui piedi di Edin Dzeko che con freddezza fa 2 a 2. Di nuovo punto e capo, bisogna fare ancora 3 gol per arrivare a Kiev. roma

Di Francesco inserisce Under al posto di un Pellegrini sottotono e passa al 4-4-2. La Roma continua a spingere e al 62′ ha un’altra occasione clamorosa ancora con El Shaarawy. L’esterno giallorosso, dopo una serie di ribattute in area, va a colpa sicuro a pochi centimetri dalla porta ma il tiro viene respinto dalla manona di Alexander-Arnold. È palesemente rigore, ma l’arbitro non vede e lascia giocare, penalizzando pesantemente la squadra giallorossa e condizionando il risultato finale.

Il Liverpool vorrebbe chiudere ogni possibilità di rimonta alla Roma e ci prova con Firmino al minuto 70′ che, servito da Salah, lascia partire un destro in diagonale fermato ancora da uno strepitoso Alisson. Di Francesco preleva dal campo gli esausti De Rossi e El Shaarawy e mette Gonalons e il giovane Antonucci.

 

romaIl finale è solo a tinte giallorosse. La Roma con grande orgoglio ci prova fino all’ultimo e al 86′ arriva la redenzione di Nainggolan che lascia partire un missile da fuori area che fulmina Karius. 3 a 2 e Roma a due gol dal sogno. Mancano 4 minuti più recupero e ormai resta solo la gioia di aver almeno mantenuto l’imbattibilità casalinga e di aver mostrato ai propri tifosi una grande prova di cuore e carattere. Ma proprio allo scadere Lovren colpisce con la mano dopo un inserimento di Under, stavolta lo sloveno Skomina concede il rigore. Al 94′ ancora Nainggolan mette la palla in rete dagli undici metri prima del fischio finale. Un risultato che lascia ancora più rimpianti in casa giallorossa, visti gli enormi errori arbitrali che hanno condizionato la partita. Finisce 4 a 2 e il Liverpool vola in finale contro il Real Madrid, omaggiando il povero tifoso Sean Cox, ancora in lotta tra la vita e la morte.

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La Roma esce dalla competizione con grande orgoglio e tanta stima da tutto il calcio italiano e non solo, per aver raggiunto un obiettivo insperato con determinazione, coraggio e un grande cuore giallorosso.