Riapre al pubblico il rifugio antiaereo dei Savoia

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Nel giorno della Festa della Liberazione l’Associazione Roma Sotterranea riapre alle visite il bunker antiaereo dei Savoia all’interno di Villa Ada

L’Associazione Roma Sotterranea, dopo la firma della convenzione con la Sovrintendenza capitolina, riapre al pubblico il rifugio antiaereo dei Savoia all’interno di Villa Ada. L’associazione, aggiudicataria del bando indetto nell’agosto 2017, riapre oggi il sito con due grandi novità. Da oggi, dopo un periodo di recupero, entrerà a far parte del percorso di visita anche lo scudo antiaereo posto al di sopra del bunker. Sarà poi anche allestita un’esposizione con le riproduzioni dei documenti inediti attestanti le date esatte di inizio e fine lavori, ditta e costo dell’opera. Lo spazio del rifugio ospiterà poi anche mostre d’arte, spettacoli teatrali di rievocazione storica ed eventi culturali.

Il bunker

Il rifugio fu realizzato, nella seconda metà degli anni Trenta, in una posizione strategica rispetto alla residenza dei Savoia e fu di uso esclusivo della famiglia reale. Il bunker si trova infatti a circa 350 metri in linea d’aria dalla Palazzina Reale dove risiedevano Vittorio Emanuele e la consorte, in direzione nord-est. In questa zona vi è il cosiddetto Colle delle Cavalle Madri. Il bunker infatti non è scavato in profondità, ma vennero sfruttate le cave già esistenti per scavare nel banco tufaceo della collina e mantenere l’accesso a livello. L’assenza di scale o rampe d’ingresso non è un dettaglio trascurabile. Infatti, proprio per questo al suo interno si potevano accogliere anche le automobili. A completamento del rifugio vi sono poi anche altri ambienti tra cui: due bagni, due stanze di servizio e un’anticamera, oltre naturalmente allo scudo antiaereo posizionato al di sopra del riparo.

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Il cuore del rifugio

La struttura si sviluppa per circa 200 mq, con una forma più o meno circolare. Il vero cuore del riparo è però costituito da una stanza ad alta pressione (Gasschleuße) sul modello tedesco, dotata di un sofisticato sistema di filtri per la depurazione e il ricircolo dell’aria. Il tutto tramite un sistema autonomo di alimentazione che permetteva – anche in mancanza di elettricità o avaria – il perfetto funzionamento dell’impianto. In caso di emergenza infatti il sistema sarebbe stato azionato dall’uomo, con l’energia cinetica prodotta da una sorta di “bicicletta”, chiamata “elettroventilatore a pedaliera”. Chi visiterà il bunker si troverà immerso in un luogo ricco di fascino e storia: siamo sicuri che attraverserà questi ambienti in punta di piedi e con il cuore palpitante!

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