Alle Regionali del Lazio “vince” Zingaretti. Ma il M5s dov’è?

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Il 4 marzo 2018 sarà un giorno da ricordare. Le Politiche hanno sovvertito tutto l’impianto ideologico italiano. Che sia successa la stessa cosa anche alle Regionali?

Zingaretti ha vinto, su questo non ci piove. Ma che abbia ottenuto una maggioranza di governo è qualcosa da analizzare. I dilemmi del caso quest’anno hanno voluto che tutta la situazione politica italiana venisse totalmente stravolta. Parlare della Lega, del M5s, della caduta del PD, è un punto su cui tutti ci siamo soffermati. Oggi però c’è una realtà ‘più ristretta’ (per quanto possa esserlo la guida di una Regione) che potrebbe far luce anche su alcuni scenari nazionali.

Il panorama politico

Il presidente uscente del Lazio si ricandida con l’appoggio del Partito democratico e combatte contro due realtà politiche veramente imponenti; da una parte il M5s, rappresentato da Roberta lombardi, dall’altro Stefano Parisi, sostenuto dalla “Triplice Alleanza” di centro destra. Nonostante gli scenari nazionali, Zingaretti la spunta per un pelo, regalandosi il secondo mandato. Resta però il fatto che, con il Centro Destra al 31,49% e il M5s al 27,26, il rieletto presidente della Regione non gode ora della fantomatica maggioranza e quindi cerca alleanze.

L’analisi

Fermiamoci un momento. E facciamolo puntando un grande proiettore proprio su quello che è successo nel Lazio. Il 2018 ci ha portato una riorganizzazione politica tutta inedita; con la Lega ai suoi massimi storici, il M5s primo partito (con oltre il 30%) ed un PD mai così a picco. Le sempre ammirate Regioni Rosse oramai sono solo un vecchio ricordo. Però, e sottolineo però, nel Lazio Nicola Zingaretti (grazie al PD, dicono i dati) riesce a portare a casa la vittoria. La domanda è perchè? La Capitale d’Italia, e Capoluogo di Regione nel Lazio, è l’unica alle urne ad essere sotto indagine continua, vista la sua guida a cinque stelle. La sindaca Raggi, dopo turbolenti scenari politici, non ha permesso al suo movimento il fantomatico ‘salto di qualità’ e questo sembra avere fortemente influito sulla scelta della Lombardi.

Tra Regione e Nazione

Con questo non si vuole affermare che a Roma non si sia votato cinque stelle; ma è evidente che, in una regione in cui il disegno politico di un partito è fortemente rappresentato, ci si aspettava qualcosina di più. Ed ecco allora che l’alternativa degli elettori diventa il PD; quello da cui sono scappati i votanti nazionali per rifugiarsi sotto i pentastellati. Un gioco al contrario che, forse, vedremo anche nelle alleanze future tra i due partiti che, a detta del segretario dimissionario Dem: “Non potranno mai incontrarsi ideologicamente“.