Referendum, si dimette Renzi, aperta crisi di governo.

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Renzi in conferenza stampa commentando i risultati del referendum

 Renzi- mi assumo tutte le responsabilità della sconfitta, il mio governo finisce qui.

 PALAZZO CHIGI – Matteo Renzi prende la parola durante la conferenza stampa convocata a Palazzo Chigi intorno a mezzanotte. Il premier coerentemente con gli annunci effettuati nel corso della campagna elettorale, in caso di vittoria del NO ha annunciato:

“Domani pomeriggio convocherò il cdm, ringrazierò i miei colleghi e salirò al Quirinale dove consegnerò le mie dimissioni nelle mani del presidente Mattarella”.


Il premier ha proseguito l’intervento assumendosi tutte le responsabilità della sconfitta. Ha anche ringraziato i militanti che in questi mesi si sono impegnati  nel promuovere le ragioni della riforma costituzionale. Nel corso della conferenza stampa Renzi ha sottolineato che ora spetterà alle forze politiche che si sono opposte al progetto di riforma  portare in Parlamento le loro visioni sulle possibili modifiche da apportare alla legge elettorale.

Si apre la crisi di governo, sarà decisivo il ruolo di Mattarella

La crisi di governo apertasi dopo il risultato del referendum del 4 dicembre non sembra di facile soluzione. Al momento pare necessario mettere mano alla legge elettorale. Il sistema majority assuring disegnato dall’Italicum, su cui peraltro la Consulta dovrà esprimersi in merito a presunti vizi di incostituzionalità, è valido per la sola Camera dei deputati. Al Senato è ancora vigente il sistema elettorale di stampo proporzionale,disegnato dalla Corte costituzionale con  la sentenza 1/2014 con cui era stata dichiarata l’incostituzionalità del Porcellum. Sicuramente il Presidente della Repubblica Mattarella avrà un ruolo decisivo nell’individuazione del nuovo premier.

I nomi più quotati per ricoprire la carica di primo ministro sono l’attuale ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, il presidente del Senato Grasso o il presidente dell’autorità nazionale anticorruzione, il magistrato Raffaele Cantone. Un nome questo che per quanto inviso al nuovo centro-destra di Alfano potrebbe trovare un qualche gradimento anche tra alcuni esponenti del M5S e potrebbe riavvicinare all’area governativa quell’ala di sinistra in aperto conflitto con il partito democratico sin dal 2013.
Restano in pista sia l’attuale Ministro della giustizia Orlando che il Ministro della cultura Franceschini, più graditi rispetto ai nomi precedenti all’attuale coalizione governativa.

Palazzo Chigi-Renzi commenta i risultati del referendum.
Palazzo Chigi-Renzi commenta i risultati del referendum.

M5S- Subito elezioni, solo la Consulta può modificare l’Italicum. FI- Si trovi un governo per finire la legislatura. Lega- Renzi a casa, si vada al voto

Molto dura la linea tracciata dal M5S nel corso della conferenza stampa convocata presso la sala stampa di Montecitorio. Tale linea viene ribadita con un post firmato da Beppe Grillo presente sul suo  blog. Nessun appoggio a qualsiasi governo si presenterà alle Camere per ottenere la fiducia, richiesta di elezioni anticipate da tenersi nel più breve tempo possibile, rifiuto di trattare su qualunque tipo di modifica della legge elettorale prima del giudizio da parte della Corte costituzionale. Questo ultimo punto è stato ribadito con forza da Danilo Toninelli (M5S). Il deputato, uomo forte del Movimento nella commissione affari costituzionali e molto attivo sul territorio nel corso di questa campagna elettorale, ha sottolineato in coro con Alessandro di Battista e Luigi Di Maio, come il Moviemnto ha i numeri per governare da solo.

Una posizione non molto diversa quella della Lega Nord. Matteo Salvini, ha espresso la propria soddisfazione per il risultato del voto e per le dimissioni del premier. La Lega auspica la convocazione dei comizi elettorali nel più breve tempo possibile. L’obiettivo è arrivare all’appuntamento elettorale in una posizione egemonica rispetto alle altre forze del centro-destra. In questo caso esse sarebbero costrette a riconoscere a Salvini  il ruolo di leader della coalizione. All’opposto Renato Brunetta (FI) auspica, la creazione di un governo che porti la legislatura alla sua normale conclusione.