Ecco perché la questione #StadioFattoBene? è anche un problema politico

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Dallo #StadioFattoBene ai 9 arresti per corruzione. Quante grane per l’amministrazione capitolina. Ma è colpa della Raggi?

Come quasi tutta Italia penso sappia, da ormai 24 ore il tanto osannato #StadioFattoBene ha subito un brusco stallo. Il lavoro di quasi due anni sembra paradossalmente finito in un vicolo cieco e tra arresti, fermi e indagini “rinascimentali” la capitale ripiomba nel caos della corruzione.

Occhio non vede cuore non duole

E’ inutile star qui a raccontarvi che 9 esponenti, tra politici e realizzatori del progetto, nella giornata di ieri sono finiti nel vortice dell’inchiesta che ha scosso i cittadini romani. E’ inutile dirvi che Luca Parnasi, famoso costruttore e proprietario di Eurnova, è tra i principali indagati per corruzione. E’ inutile supporre che l’amministrazione capitolina faccia parte di questo astuto gioco retto da un imprenditore sull’orlo del fallimento. Ma tutto ciò che è inutile rappresenta un dato di fatto: Lo Stadio Fatto Bene e i continui proclama grillini hanno fallito. Probabilmente per svista, poca accuratezza ed attenzione da parte di chi avrebbe dovuto assicurare trasparenza, ma comunque con forte demerito politico.

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E’ da più di un anno che la nostra redazione segue le vicende legate allo Stadio a Tor di Valle e, dopo tutto questo tempo, era impensabile che si arrivasse a ciò a cui stiamo assistendo. Le amministrazioni hanno lavorato mesi (spendendo ndr.) ad un progetto che poi la Sindaca ha affossato pubblicamente in cambio dell’attuale #StadioFattoBene. Il progetto Marino fu praticamente ribaltato con il taglio delle cubature di cemento in cambio di più verde. E, nonostante i rischi idrogeologici, tutta la forza pentastellata ha continuato agguerrita affinché questo progetto rappresentasse un punto di rinascita per Roma.

Raggi, Grillo, destra, sinistra, imprenditori…

Il problema è questo, anni fa sui palchi del Vaffa il signor Beppe Grillo prometteva che con “loro” le cose sarebbero state diverse. Eppure la storia è sempre la stessa e le intercettazioni di Parnasi lo dimostrano:

“Ormai – Parnasi parla a cena con un imprenditorecon Lanzalone siamo amici, è di Genova, l’ho conosciuto in una riunione in cui ero praticamente spacciato perché avevano messo assessore all’urbanistica Paolo Berdini il quale era un pazzo totale… Ad un certo punto Raggi intuisce il fatto che poi alla fine se non avessi fatto lo stadio sarebbero stati problemi seri per lei... L’ho presentato anche a Enrico Laghi quando era sotto schiaffo per la nomina a commissario (riferendosi forse all’incarico di Laghi in Alitalia)”. E aggiunge: “Luca (Montuori) è stato messo a Roma da Grillo per il problema dello stadio insieme al professor Fraccaro e a Bonafede.

Berdini, interrogato dai magistrati nel maggio scorso, elenca tra i motivi delle sue dimissioni il fatto che Lanzalone “svolgeva le funzioni di assessore per lo stadio“. Ma è nell’ordinanda del gip che sorgono le paure più profonde:

infatti le indagini hanno offerto elementi concreti per ritenere che le figure istituzionali interessate, a cominciare dal sindaco Raggi, non solo hanno tollerato tale funzione di fatto esercitata, ma al contrario le hanno dato piena legittimazione”

I fatti da cui non si può più prescindere

Stiamo parlando di indagini e dispiace saper che a pagare alla fine sarà l’Associazione Sportiva Roma. Lo stesso Pallotta si è dichiarato estraneo ai fatti e la rabbia l’ha indotto a dichiarare anche che avrebbe lasciato la Capitale. Una situazione spregevole che, ahimè, da anni affligge la città eterna. Perché la politica qui non sembra funzionare; il sindaco non sembra avere un vero ruolo istituzionale e le competenze di legalità sono sempre lasciate al caso.

Cosa succede ora?

Virginia Raggi ha, da parte sua, dichiarato di essere “dalla parte della legalità“.

“Vedremmo come andranno i fatti – ha ribadito – e se tutto risulterà in ordine il progetto stadio andrà avanti“.

Non pensiamo comunque che questo possa avvenire. Dalle intercettazione che vengono pubblicate in queste ore e dai mille sipari che sempre più si alzano, sembrerebbe che i fatti siano molto più intricati. Da fonti non accertate si evincerebbe, infatti, che Parnasi abbia creato una rete di corruzione arrivata fino ad alti esponenti del M5s, giungendo fino all’assessore del comune di Milano. Non dimentichiamoci poi dei lavori svolti per la Lega di Salvini, che questa mattina ha dichiarato l’imprenditore “una brava persona“. Le indagini sono ancora aperte e seguiranno sicuramente aggiornamenti. Speriamo solo che si possa giungere ad interrompere questo giro di illegalità che da troppo tempo mira a distruggere Roma.