Presidio dei volontari del Baobab “Siamo umani, siamo umani”

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I volontari del Baobab oggi al presidio davanti alla prefettura hanno manifestato insieme ai migranti per chiedere il rispetto del diritto d’asilo

Oggi dalle 10.30 fino alle 14.00 gli attivisti del Baobab hanno partecipato al presidio sotto la prefettura per difendere i diritti dei migranti contro i continui sgomberi. Hanno portato il loro sostegno ai migranti in transito che chiedono il riconoscimento dei propri diritti al grido “Siamo umani, siamo umani”.presidio Baobab
Nell’ultima settimana la polizia ha impedito ai transitanti di ripararsi nel parcheggio sotterraneo della Stazione Tiburtina, murando porte e finestre e ha smantellato l’accampamento creato a Piazzale Spazzolini e quello davanti all’Hotel Africa.
In questo modo centinaia di migranti, tra cui molti minori sono stati costretti a dormire per strada.
I migranti stessi hanno detto che la loro prospettiva è cambiata in questi mesi, infatti sulla pagina facebook del Baobab si legge “Abbiamo fatto tutto quello che ci è stato chiesto dal governo italiano da quando siamo arrivati. Siamo stati identificati, siamo stati lasciati nei centri senza mediazione, ci hanno trasferito in altri campi senza darci informazioni, ci hanno riportato indietro quando eravamo a Como e a Ventimiglia. 
Adesso non ci lasciano nemmeno avere una tenda per sentire meno freddo la notte ed hanno iniziato a strillare e minacciarci.
Vi chiediamo che il vostro aiuto sia focalizzato sulla nostra protesta, ora. Vi chiediamo di essere il nostro megafono. Abbiamo bisogno della vostra forza.”

Il volontari del Baobab insieme ai transitanti hanno chiesto:
-la fine degli sgomberi degli accampamenti informali creati dalla cittadinanza
-l’impegno ad adoperarsi per predisporre una situazione che possa garantire una accoglienza degna ai migranti transitanti
-il rispetto del diritto all’asilo e alle relative misure di accoglienza non garantite dall’ufficio immigrazione.

La situazione dei migranti

Dal 30 settembre i migranti hanno subito 5 sgomberi, dopo ognuno dei quali i migranti vengono identificati e i loro beni portati via dal momento che il migrante in transito non è una figura giuridica legalmente riconosciuta e quindi non ha diritto all’accoglienza.

Sempre sulla pagina facebook del Baobab si legge :”Qualcuno di voi magari ha provato un’esperienza simile di ingiustizia, ad esempio quando si è in viaggio in un paese che non si conosce e all’aeroporto vi perdono la valigia o peggio in strada vi rubano la borsa. Quella sensazione dovrebbe darvi un’idea approssimativa di quello che accadde loro il 30 settembre e approssimativa perché nel nostro caso si torna a casa con qualche bene materiale in meno ma non senza un’identità. Mentre queste persone arrivano già senza un’identità, con un numero che li identifica e quattro effetti materiali che li rendono ancora umani.Gli accampamenti che informalmente si sono costituiti in queste settimane sono il frutto della solidarietà dei tanti cittadini che autonomamente hanno deciso di mettere a disposizione tende, sacchi a pelo e beni di prima necessità.”

Più informazioni sul sito del Baobab Experience