Ponte Milvio: niente più chioschi e dehors

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ponte milvio

Un Consiglio municipale straordinario, della durata di ben 8 ore, non è servito a ritrattare sul “caso Ponte Milvio”. Le autorizzazioni per le occupazioni del suolo pubblico non sono state rinnovate ed entro 72 ore i commercianti di una delle piazze preferite dal popolo della notte saranno costretti a rimuovere tavolini e chioschi

ROMA – Era da poco giunta la rassicurante notizia che col nuovo anno inizieranno i lavori di demolizione della palazzina parzialmente crollata la notte del 24 settembre scorso in via della Farnesina, presso Ponte Milvio. La famigerata «zona rossa», quella sezione delimitata da transenne e nastri che assicurano l’incolumità dei passanti e che aveva tagliato il quadrante a metà alimentando il malcontento dei commercianti, sembrava ormai acqua passata. Ma la lettera del XV Municipio fatta recapitare nei giorni scorsi a quegli stessi commercianti che lamentavano un Natale produttivamente “sottotono” rispetto agli altri anni, ha riacceso le polemiche. Gli esercenti sono stati messi al corrente della volontà del Municipio di non rinnovare le autorizzazioni di occupazione del suolo pubblico “perché non supportate dal parere favorevole della Sovraintendenza Statale, trattandosi di area insistente all’interno della Città Storica“. Insomma, via tavolini e dehors immediatamente.

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Non è bastato nemmeno il consiglio straordinario di ieri mattina, riunitosi per le 10.30 al parlamentino di via Flaminia 872 e dove i commercianti hanno provato a ottenere una proroga delle concessioni (come, del resto, era già stato fatto nel 2013). “E’ importante sottolineare che oggi“, ha detto Simon Clementi, presidente dell’Associazione Commercianti Ponte Milvio, “non discutiamo le Occupazioni di Suolo Pubblico ma un provvedimento in base al quale noi tra 72 ore circa diverremo abusivi. Una decisione che doveva essere presa in un altro modo per permettere agli esercenti di adeguarsi una volta noti i nuovi spazi assegnati“.

Ma il documento dell’opposizione PD, promosso dal capogruppo Daniele Torquati e che chiedeva una proroga almeno fino all’approvazione del “Piano di massima occupabilità“, è stato respinto con 8 voti favorevoli e 8 astenuti.