Pedaggio sul GRA, il governo pensa a una tassa sul Raccordo di Roma

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giustizianews24.it

Torna l’incubo degli automobilisti romani: il pedaggio sul GRA. Il governo pensa a un nuovo piano e rispolvera l’idea di Berlusconi. Per ora nel mirino i tir stranieri ma non si escludono modifiche. Si attendono le interrogazioni ai Ministri Toninelli e Tria

Tassare il GRA, l’autostrada più trafficata d’Italia, per rimpolpare le casse dello Stato. Questo il piano che da qualche tempo sta rimbalzando tra il Ministero dell’Economia e quello dei Trasporti. Un’idea non nuova, che si allunga ancora una volta verso il portafogli di romani e non.

Il GRA, l’autostrada più trafficata

La A90, conosciuta come “Grande Raccordo Anulare”, è l’anello autostradale che collega la Capitale a quelle zone limitrofe che compongono la Città Metropolitana di Roma. 68 chilometri che sostengono un volume di traffico eccezionale e che le hanno assicurato il titolo di autostrada più trafficata d’Italia. Solo nel mese di giugno-fa sapere l’Osservatorio Anas sul Traffico– sono stati registrati 168.394 transiti in un solo giorno. Una cifra da capogiro se si pensa alla quantità di entrate che potrebbe assicurare un pedaggio.

GRA, Anas e il piano del governo

Il piano del governo per l’istituzione del pedaggio coinvolgerebbe sia il GRA, sia la tratta che collega Roma a Fiumicino, entrambe, non a caso, gestite da Anas.
Infatti, in seguito allo scorporo di Anas dalle Ferrovie dello Stato, questa è passata sotto il controllo del Ministero dell’Economia, il quale le impone, ora, un duro rigore finanziario. Come ovviare ai nuovi obblighi? Secondo il piano del Ministero delle Infrastrutture, la risposta è istituire un pedaggio sui 26mila chilometri di strade che la società controlla in tutta Italia.

Le polemiche

Senza dubbio, le entrate portate dalla tassa sarebbero incalcolabili, come pure,d’altra parte, le ripercussioni e i danni alle imprese e al commercio su gomma dell’intera area metropolitana.
Se si tornasse all’idea dei pedaggi sul Gra e sull’autostrada tra la capitale e Fiumicino – commenta il Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Daniele Leodorisarebbe una sciagura per l’economia dell’area metropolitana“.
Della stessa opinione è anche l’opposizione Dem in Parlamento. “Il Governo smentisca l’ipotesi della tassa sul Gra e sulla Roma-Fiumicino“, dichiara in una nota il Senatore Pd Bruno Astorre. “Non è pensabile trasformare l’area metropolitana della Capitale in un bancomat“. Prevista, inoltre, promette Astorre, un’interrogazione sull’argomento ai Ministri Toninelli e Tria.

I tentativi del passato

C’è da dire, infine, che l’idea del pedaggio sul GRA non è nuova agli occhi del governo. Già nel 2011 il provvedimento, voluto dai Ministri Tremonti (Economia) e Matteoli (Trasporti), era pronto per entrare in vigore nel maggio dello stesso anno, ma la caduta del governo Berlusconi determinò un nulla di fatto.
Poi, nel 2016, il pedaggio viene riproposto durante la campagna elettorale per l’elezione del Sindaco di Roma. In quell’occasione, l’attuale Ministro dell’ Interno Matteo Salvini, aveva ipotizzato un ticket unico da 40 euro per viaggiare su tutte le autostrade d’Italia. Idea immediatamente bocciata e rimangiata per la furia della candidata della coalizione di centrodestra Giorgia Meloni. 

Per ora, non sono ancora chiare le intenzioni del governo. Si parla di pedaggio solo per i tir stranieri, almeno all’inizio. Nelle prossime settimane, in seguito ad eventuali interrogazioni ai Ministri, si potrà fare più chiarezza per capire se questo sia l’ennesimo tentativo fallito di tassare il Grande Raccordo Anulare, oppure il primo riuscito.