Omicidio Pasolini: famiglia chiede riapertura delle indagini

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Esattamente 41 anni fa, all’Idroscalo di Ostia, veniva rinvenuto il cadavere dello scrittore, poeta e regista Pier Paolo Pasolini. A poche ore dal delitto, l’allora diciassettenne Pino Pelosi confessava di essere l’assassino. Ma a distanza di anni nuove verità sembrano tornare a galla. E uno dei casi più misteriosi della storia italiana torna a far parlare di sé

Il movente, a detta dello stesso Pelosi, era di natura sessuale. Tutto nasce da una violenta lite. A seguito del rifiuto di prestazioni omosessuali, l’assassino ha poi calpestato il corpo di Pasolini, ormai senza vita, passandoci sopra con un’automobile. Poche ore dopo la sua ricostruzione, però, salta fuori che a spingere Pelosi a questo brutale assassinio sia stata la politica.

Sono infatti arcinote le polemiche che Pier Paolo Pasolini muoveva al consumismo e alla borghesia galoppante. Ma anche, e soprattutto, al Partito Democristiano. Un partito in cui vedeva una continuità con il fascismo e che, per questo motivo, doveva essere messo urgentemente “sotto processo”. E cacciato fuori, lontano, da quello che lo stesso Pasolini, in più articoli apparsi negli ultimi anni della sua vita sul Corriere della Sera e Il Mondo, definiva il “Palazzo”. Un intellettuale scomodo, insomma.

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Nel 2005, Pino Pelosi, l’unico condannato nell’omicidio Pasolini, torna davanti alle telecamere. E ritratta la sua versione dei fatti. Sostiene di non essere stato lui l’omicida. Ma preferisce non dire altro di quella notte all’Idroscalo, per evitare che le sue parole generino ripercussioni sulla propria famiglia. Nel 2010, però, su alcuni reperti sono stati rinvenute tracce di DNA che confermerebbero che Pino Pelosi non fu l’unico responsabile del delitto. Il caso venne poi archiviato.

Pochi giorni fa è stato l’avvocato Stefano Maccioni, cugino del poeta, a chiedere la riapertura delle indagini con un’istanza alla Procura di Roma.È stata trovata una traccia di Dna integro sulla maglia che indossava Pelosi quando Pasolini è stato ucciso a Ostia“, ha spiegato Maccioni. Una prova scientifica, questa. Fornita dalla genetista forense Marina Baldi, la quale, sugli abiti che indossava Pasolini al momento dell’assassinio, ha rintracciato altri due DNA.