Palazzo Madama: il volto del nuovo Senato tra veterani e new entry

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Il dopo voto ha portato a Palazzo Madama nomi altisonanti, ma soprattutto molti giovani e donne. Venerdì la prima seduta della XVIII legislatura

Le porte del Senato sono ufficialmente aperte ai nuovi eletti. L’accoglienza dei senatori, iniziata oggi, proseguirà tutti i giorni fino a sabato 24 marzo. Molti i volti noti che faranno parte del nuovo Parlamento. Tra loro: Adriano Gallani, Vasco Errani e Toni Iwobi, primo senatore di colore eletto con la Lega. Per molti invece sarà solo un ritorno. È il caso per esempio di Niccolò Ghedini e Pier Ferdinando Casini, ormai veterano, alla sua decima legislatura consecutiva. Dopo 5 anni tornerà tra gli spalti del Senato anche Umberto Bossi: il suo ingresso è previsto per giovedì. Atteso anche il primo ingresso di Matteo Renzi che però attualmente resta nella sua Firenze. Nei prossimi giorni arriverà a Palazzo anche il leader del Carroccio Salvini, per ora impegnato ad Udine.

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La procedura

I nuovi eletti verranno accolti all’ingresso di Palazzo Madama dagli assistenti parlamentari, che valideranno l’accesso con il telegramma di convocazione ed il documento d’identità. I Senatori si recheranno poi nella Sala Caduti di Nassirya: qui dovranno compilare l’apposito foglio notizie e riceveranno anche le comunicazioni necessarie ai primi adempimenti. Come previsto dal cerimoniale, alla fase di accoglienza seguirà quella di proclamazione, in questa occasione fissata per il 23 marzo. Solo allora i 315 neo eletti potranno espletare tutte le formalità previste, prendere possesso della carica e diventare a tutti gli effetti parlamentari della Repubblica.

La composizione

Mai come quest’anno sono degni di nota i dati riguardanti la composizione del nuovo Senato. Per il 64% dei nuovi insediati sarà la prima esperienza in Parlamento e un terzo di questi ricoprirà per la prima volta in assoluto un incarico politico. Se esaminiamo l’età media dei parlamentari questa legislatura sarà la più giovane di sempre: 44.33 anni alla Camera e 52.12 al Senato. Sarà anche quella più “rosa” con il 34% di donne: la percentuale più alta nella storia della Repubblica. Sono numeri che segnano una svolta mai registrata prima. Ci auspichiamo non siano solo dati, ma soprattutto il primo passo verso un necessario cambiamento istituzionale che i cittadini, anche con il voto, hanno chiaramente richiesto.