Nuovo accordo tra Regione e farmacie

0

Il presidente, Nicola Zingaretti, il presidente di Federfarma Lazio, Osvaldo Moltedo e Massimo Serafini per Confservizi Lazio (Associazioni Farmacie Pubbliche), hanno firmato oggi il rinnovo dell’accordo tra Regione Lazio, Federfarma Lazio e Associazioni Farmacie Pubbliche per la Distribuzione dei farmaci per conto (DPC)

Oggi è stato firmato un nuovo accordo tra la Regione Lazio, la Federfarma Lazio e Associazioni Farmacie Pubbliche. Il nuovo accordo prevede:
accesso più semplice alla terapia per i pazienti; ampliato il numero di farmacie dove poter recuperare i farmaci per le patologie croniche ad alto impatto, da 52 farmacie (delle Asl) a 1500 farmacie di comunità. L’accordo agevola anche l’accesso ai farmaci per alcune terapie specifiche, come per esempio i medicinali anti rigetto e alcuni antitumorali.

estensione dei piani terapeutici online, di cui il Lazio è stata la prima regione ad attivare la procedura. Nel 2014 gli assistiti che hanno ricevuto terapie monitorate con il piano terapeutico online sono stati 52.791.

avanti con la buona pratica delle prenotazioni delle visite e del pagamento ticket, con la possibilità di  prenotare visite specialistiche e pagare i ticket in ognuna delle 1500 farmacie private e pubbliche del lazio.

L’accordo ha una durata di 4 anni ed è quindi valido fino al 2020. I farmaci in distribuzione per conto vengono erogati dalle farmacie per conto della Regione Lazio, che li acquista con procedura di gara ad un prezzo inferiore rispetto al prezzo pubblico che viene rimborsato in convenzionata.
nicola zingaretti farmacie

Il presidente Nicola Zingaretti dichiara soddisfatto: “Oggi cambia, e di molto, la qualità dell’offerta per tanti malati cronici. Abbiamo firmato un accordo con le farmacie, si risparmiano oltre 500 milioni di euro e si moltiplicano i luoghi della distribuzione che passano da 50 a 1.500. Quindi 1.500 farmacie che distribuiranno questi farmaci. È una bella notizia perché migliora molto la qualità dei servizi ai cittadini, ma le istituzioni spendono di meno. Si tratta di un’altra bella rivoluzione, delle cose possibili da fare per il bene dei cittadini”.