#Noncifermanessuno, la conferenza alla Sapienza di Luca Abete tra sogni, tenacia e difficoltà

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Lo scorso 22 maggio si è svolta presso l’Università “La Sapienza” l’ultima conferenza-spettacolo della campagna #noncifermanessuno tenuta da Luca Abete. Si è parlato di tenacia, di sogni, ma anche di fallimenti e redenzioni

Tenacia. E’ questa la parola chiave attorno alla quale è ruotata la conferenza-spettacolo di Luca Abete, svoltasi lo scorso martedì 22 maggio presso la Facoltà di Economia dell’Università “La Sapienza”. L’evento ha rappresentato l’ultimo atto della quarta edizione della campagna “#Noncifermanessuno” grazie alla quale il famoso inviato di Striscia la Notizia è stato invitato nelle università di 11 diverse città italiane per parlare di sogni, speranze e fallimenti.

Si parlava di tenacia. Già, ma cosa è la tenacia? Secondo il dizionario di lingua italiana, una persona tenace è una persona “costante nei propositi e nelle idee”. In realtà c’è di più, molto di più. Essere tenaci vuol dire non rinunciare ai propri sogni e combattere per loro ogni giorno. Essere tenaci vuol dire non arrendersi alle difficoltà, per quanto insormontabili possano apparire. Essere tenaci vuol dire gettare il cuore oltre l’ostacolo e credere fino alla fine in ciò che si fa.  Possono sembrare banali parole di circostanza, ma non è così e la storia è lì, pronta a ricordarcelo. Si susseguono infatti le vicende di uomini e donne che, con la loro caparbietà e la loro forza di volontà hanno scritto pagine importanti della società odierna. Non occorre però alzare lo sguardo verso chissà quali orizzonti per trovare esempi che ci possano ispirare nella vita di tutti i giorni. In questo senso la storia di Luca Abete, raccontata dallo stesso showman durante la conferenza, non è nient’altro che una piacevole conferma di tutto ciò.

Abete, infatti, durante le due ore di presentazione, si è servito del suo stile scanzonato e coinvolgente per raccontare la propria vita, i sacrifici compiuti e i momenti difficili che ha dovuto affrontare prima di riuscire ad ottenere un posto al tavolo dei grandi. La conferenza si è ben presto trasformata in un vero e proprio show interattivo in cui Luca coinvolgeva, tra una battuta e l’altra, i numerosi studenti presenti all’ evento, al fine di stimolarne la partecipazione. Dopo una prima parte introduttiva, Abete ha rotto il ghiaccio e si è completamente aperto con i ragazzi, raccontando gli inizi della propria carriera. In principio, infatti, era uno studente di architettura che, da ragazzo, per racimolare un po’ di soldi, faceva l’animatore dei bambini durante i matrimoni per conto di un’agenzia. Sebbene fosse ben lontano dalla sua ambizione di diventare architetto, Luca ha raccontato di come fosse importantissimo per lui svolgere quel lavoro con il massimo impegno, senza il quale “non si può mai veramente migliorare”. Con il passare del tempo le sue priorità cambiarono e venne contattato anche per altri ruoli, come ad esempio quello di clown per i quali si sentiva inizialmente inadeguato e insicuro. Ma è proprio in questi casi, quelli in cui si esce dalla “propria comfort-zone”, che si è tenaci e ci si mette in gioco, indipendentemente da quello che sarà poi il risultato finale. Si tratta di un discorso particolarmente rilevante per l’attuale inviato di Striscia, che ha voluto sottolineare a più riprese che sperimentarsi in contesti distanti dalla quotidianità aumenta le proprie competenze, dal momento che “non esistono persone negate, ma semplicemente persone che hanno bisogno di pratica”.tenacia

Tra una battuta e l’altra, Abete ha condiviso con gli studenti anche due tra i suoi due maggiori momenti di difficoltà. Il primo, quello in cui il direttore di una televisione locale alla quale voleva proporre il proprio format non voleva proprio dargli ascolto e il secondo, quello in cui, insieme ad altri sette inviati in prova proprio come lui, gli venne negata la possibilità di continuare la collaborazione con  Striscia la Notizia per via di un servizio sbagliato da un altro corrispondente. A questo punto, le opzioni erano due: rinunciare o perseverare e continuando a crederci. Se si ha un sogno per cui si è disposti a fare qualsiasi cosa, però, la risposta vien da sè e la volontà di trasformarlo in realtà non può far altro che aumentare. Ed è esattamente ciò che è avvenuto. Luca ha raccontato di come si sia ulteriormente rimboccato le maniche, lavorando con ancora maggior determinazione e costanza, continuando a inviare materiale per potenziali servizi al noto programma in onda su Canale 5. Le prime volte non andò proprio bene, con il produttore che decise di utilizzare il materiale proposto per realizzare inchieste condotte però da altri inviati ma, dopo più di un tentativo si rese conto che in realtà era proprio Abete, con la sua determinazione, a meritare quel posto, a testimonianza del fatto che la meritocrazia esiste, ma che va guadagnata con sudore e olio di gomito.

Tramite la propria storia, Abete ha voluto sottolineare che, purtroppo, i fallimenti nella vita esistono e possono anche far molto male, ma anche che è sempre necessario trovare la forza di guardarsi allo specchio e rialzarsi perché i sogni possono essere raggiunti, bisogna solo essere caparbi e non darsi mai per vinti. Inoltre, attraverso il racconto della sua vita, lo showman ha voluto incoraggiare e sostenere gli studenti che, da qui a qualche anno, inizieranno a relazionarsi con il mondo del lavoro.

Citando Muhamad Ali, diremmo che “Dentro o fuori dal ring non c’è nulla di male a cadere. E’ sbagliato rimanere a terra”, occorre una sola cosa: Tenacia.