Ilaria Cucchi accetta l’invito di Fassina a candidarsi

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Ilaria Cucchi
fonte: newsgo.it

Ilaria Cucchi accetta l’invito rivoltole da Fassina ad un incontro per parlare di una possibile candidatura al Campidoglio

Sorella di Stefano Cucchi, il trentenne che morì il 22 ottobre 2009 durante la custodia cautelare dando origine ad un caso grave di cronaca giudiziaria, da anni in prima linea per scoprire la verità sulla morte del fratello si era già candidata tre anni fa, nel 2013, con la lista Rivoluzione civile di Antonio Ingroia. 

Ilaria Cucchi ha dichiarato: “Non posso dimenticare tutti coloro che in questi anni ci sono stati vicini nel nostro difficile percorso di verità. Tra questi gli esponenti di Sel sono tra coloro che non ci hanno fatto mancare mai il loro appoggio insieme a quelli del Pd e del Movimento 5 stelle. Ricordo le iniziative parlamentari per la costituzione di una Commissione di inchiesta sulle violazioni dei diritti umani dell’on. Bratti , ricordo il prezioso lavoro di Manconi, quello del’on. Ferraresi dei 5 stelle e le ultime bellissime iniziative di Sel per la commissione di inchiesta Rachid Assaragh e per il caso Dino Budroni. Ricordo quella di Casetta Rossa di Gianluca Peciola con Andrea Magherini. Per questo accetto volentieri l’invito ad un incontro rivoltomi da Stefano Fassina”

fonte: www.linkiesta.it
fonte: www.linkiesta.it

A spingerla alla candidatura la volontà di creare “una squadra di persone” che la “possano aiutare a realizzare la vera missione impossibile in questa città: il rispetto della legge e del principio di uguaglianza” e per realizzarla è pronta ad andare contro la stessa Sinistra Italiana, creando un blocco più etico che politico contro la Destra. Sulla stessa linea di Marino, dunque, con l’idea di liberarsi dai vincoli economici e di partito in nome di un più importante senso di giustizia.

Ilaria Cucchi racconta all’Espresso il suo impegno attivo e quotidiano, che va oltre il caso del fratello Stefano, e si trasforma in qualcosa di decisamente più universale:

“Ne discuto tutti i giorni, visito le scuole, partecipo a conferenze, dibattiti, iniziative. Questa è la mia vita. Tutto questo non è più dovuto solo all’esigenza di raccontare la storia di mio fratello, perché ormai la storia di Stefano la conoscono tutti, ma per affermare questo principio”

In un caso come questo la competenza politica deve cedere necessariamente il passo ad una forte filosofia etica che possa contribuire a ristabilire la fiducia dei cittadini nello Stato anche se, probabilmente, la figura di primo cittadino della Capitale non dovrebbe mancare né dell’una, né dell’altra.