Il Festival dell’Oriente: un’occasione per avvicinarsi alle arti marziali

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Dalla sua prima edizione nel 2008 a Carrara, il Festival dell’Oriente si è diffuso a macchia d’olio sulla nostra penisola, toccando moltissime città italiane

Il weekend dal 22 al 25 aprile e per i due weekend successivi (29 aprile – 1 maggio e 6-8 maggio), la manifestazione approda alla Nuova Fiera di Roma: un’ottima occasione per incontrare e conoscere culture così lontane e così diverse dalla nostra.

Per i più sportivi ci sarà anche un settore dedicato alle arti marziali con lo scopo di avvicinare sempre più persone a queste discipline che suonano molto minacciose e aggressive, come il kung fu cinese.

festivalMa cosa vuol dire realmente Kung Fu? In maniera un po’ poetica, ma accurata, si può tradurre con “la suprema arte che si ottiene dal duro lavoro”.

Non è solo un sistema di combattimento, ma un’arte ricca di storia e di cultura, tramite la quale si possono allenare insieme al corpo anche la mente e lo spirito.

Praticare le arti marziali cinesi è qualcosa di più che sport: è un’attività che porta benessere a tutto tondo.

Dal punto di vista fisico, le arti marziali sono un sistema di allenamento completo; tramite lo studio di posizioni con le gambe, che sviluppano la forza e la resistenza del muscolo e tecniche di braccia e calci che non solo incrementano elasticità e forza anche nella parte alta del corpo, ma anche una notevole capacità di coordinazione.

Ogni stile di arte marziale prevede lo studio di sequenze di tecniche spesso ispirate alle movenze degli animali, chiamate Tao Lu o “forme”,  che non solo allenano il fisico ma sviluppano anche la memoria e la coordinazione.

Essendo un’arte da combattimento, lo studio delle arti marziali prevede anche una parte dedicata alle applicazioni, allo sparring e alla lotta sul ring vera e propria che insegna non solo ottime tecniche per la difesa personale, ma anche a controllare la propria forza e il proprio istinto durante uno scontro.

In ultimo, ma non meno importante, nel kung fu si studiano tecniche di rilassamento, chiamato Qi Gong (lavoro sull’energia), che attraverso il controllo della respirazione e la lentezza delle posizioni aiutano il praticante a sviluppare e coltivare la propria energia interna e a gestire le proprie emozioni interne e a non farsi sopraffare dalle condizioni esterne quali stress e ansia.

Con lo spirito giusto, il kung fu può diventare veramente “l’arte dell’immortalità e della lunga vita”.