Il Circo Massimo si restituisce a Roma

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Tgcom24 - Mediaset.it

Apre per la prima volta al pubblico, l’area archeologica del Circo Massimo: il più grande edificio per lo spettacolo del mondo antico.

Corriere.it
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Da giovedì 17 novembre è possibile visitare l’importante area archeologica del Circo Massimo, fino all’11 dicembre dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 16.00, dal 12 dicembre in poi il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 16.00, da martedì a venerdì su prenotazione allo 060608. L’ingresso è collocato a Piazza di Porta Capena. In questo modo viene restituito urbi et orbi (alla città di Roma e al mondo intero) uno dei luoghi spettacolari dell’antichità, luogo simbolo di Roma e collegato dalla leggenda alle origini stesse della città.

Con i suoi 600 metri di lunghezza e 140 di larghezza, il Circo Massimo, nel corso dei secoli ha vissuto innumerevoli trasformazioni. Qui, fin dall’età regia si sono svolte manifestazioni pubbliche di ogni genere: competizioni ippiche, cacce con animali esotici, rappresentazioni teatrali, esecuzioni pubbliche, processioni religiose e trionfali. In seguito l’area è diventata luogo di passaggio dell’acqua Mariana, ha ospitato coltivazioni agricole e mulini, è divenuta proprietà della famiglia Frangipane, cimitero degli Ebrei per poi ospitare, a partire dal XIX secolo, gli impianti del Gazometro, magazzini, manifatture, imprese artigianali e abitazioni.

I Lavori

I lavori di riqualificazione ambientale e di musealizzazione dell’area, miranti al recupero dei monumento nei suoi valori archeologici, storici e paesaggistici e all’ottimizzazione della sua accessibilità e fruibilità sono stati condotti da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con l’Ufficio Città Storica, con il contributo tecnico di Zetema Progetto Cultura.

Gli interventi hanno restituito una nuova leggibilità al monumento, ridefinendo la zona dell’emiciclo attraverso operazioni di restauro delle strutture, contenimento del terreno e la realizzazione di nuovi percorsi di visita con relativi impianti di illuminazione.

E’ stata realizzata una terrazza panoramica sul margine meridionale dell’area e per restituire visibilità alle strutture archeologiche e ripristinare il continuum spaziale tra le diverse quote raccordandole; è stato realizzato un piano inclinato che permette di superare gradualmente il dislivello oggi presente tra il livello dell’area verde, di libera fruizione, e quella del recinto archeologico. Sono stati, inoltre, sistemati e riqualificati gli spazi pubblici adiacenti.

I margini dell’area archeologica sono stati provvisti di idonea recinzione di forma semicircolare in corrispondenza dell’emiciclo, seguendo il perimetro della costruzione romana fino all’ideale inizio della spina, la lunga piattaforma posizionata al centro della pista che era decorata con statue, tempietti, vasche, con due grandi obelischi egizi, che dal 1500 sono stati ricollocati in piazza S.Giovanni in Laterano ed in Piazza del Popolo, e dotata di metae, i grandi segnacoli intorno ai quali giravano i carri.

I resti della spina sono stati localizzati in profondità (la pista romana si trova a oltre 5 metri di profondità rispetto all’attuale piano dell’area archeologica) attraverso indagini geofisiche.

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L’intervento di riqualificazione dell’area ha interessato anche la medievale Torre della Moletta (XII secolo) su cui si è intervenuto con il restauro delle murature antiche ed un impegnativo progetto di consolidamento statico.

IL PERCORSO DI VISITA

I visitatori potranno accedere alle gallerie che un tempo conducevano alle gradinate della cavea (i senatori al piano terra e la plebe al piano superiore). Nelle gallerie, che si potranno percorrere per un tratto di circa 100 metri ciascuna, si potranno osservare anche i resti delle latrine antiche. Si proseguirà sulla strada basolata esterna ritrovata durante gli scavi, in cui spicca una grande vasca-abbeveratoio in lastre di travertino. Qui è possibilie visitare anche le tabernae, ovvero stanze che venivano utilizzate come botteghe per soddisfare le necessità del numeroso pubblico dei giochi: locande, negozi per la vendita di generi alimentari, magazzini, lupanari, lavanderie, ma anche uffici di cambiavalute necessari per assecondare il giro di scommesse sulle corse dei cavalli.

Nella zona centrale dell’edificio sono visibili le basi dell’Arco di Tito, uno dei più grandi archi trionfali di Roma, a lui dedicato in occasione della vittoria giudaica. Le indagini hanno consentito di rimettere in luce le basi delle colonne frontali e alcuni importanti frammenti architettonici che hanno permesso agli archeologi  di stabilire le sue dimensioni originarie (le colonne erano ate almeno 10 metri) grazie anche all’anastilosi virtuale del monumento realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Architettura dell’università di Roma Tre. Nel corso degli scavi sono state rinvenute anche parti della grande iscrizione, rimarcata con lettere  bronzee, su cui era incisa la dedica da parte del Senato e Popolo Romano all’imperatore.

Una scala interna consente di arrivare fino al piano superiore, uno splendido punto panoramico sull’area archeologica, che permette di apprezzare in pieno la bellezza del Circo Massimo.

I numerosi frammenti lapidei presenti nell’area sono stati in parte sistemati ad arredo dello spazio aperto. In particolare ai piedi dell’emiciclo palatino sono stati collocati, da un lato alcuni elementi provenienti dall’edificio antico (gradini, cornici, capitelli, le soglie delle botteghe ecc.), mentre sull’altro versante sono state collocate una serie di colonne in marmi colorati rinvenute negli scavi archeologici. Infine, nello spazio antistante la torre sono stati posizionati i frammenti architettonici in marmo lunense provenienti dallo scavo dell’Arco di Tito.