Il gioco d’azzardo nella Roma antica. Storia della fortuna e della sorte

0
gioco
Di sconosciuto - http://artgallery.yale.edu/collections/objects/9187, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=40030937

Molteplici sono state le forme del gioco d’azzardo lungo la storia. E molteplici anche le forme che le hanno documentato; leggende, miti, statue, manoscritti, affreschi sui muri, disegni sui vasi – numerose testimonianze archeologiche che oggigiorno provano le origini antiche del gioco d’azzardo

Di fatto oggi giocando a scacchi, a scopa, a testa e croce, fra amici a casa propria, oppure giocando ai casinò online, non abbiamo un’idea chiara sulla storia che ci ha preceduto e l’evoluzione dell’usanza di sfidare la fortuna, e del perché troviamo così affascinante il gioco della sorte.

In fondo, cos’altro è il gioco d’azzardo se non la sfida, sorte, prova di abilità, svago e soprattutto un gioco della fortuna? Con tutti i cambiamenti subiti, la certezza di un continuo duello con la fortuna non ha mai cessato di ispirare. Non sorprende allora neanche la quantità di giochi da tavolo odierni e numerosi “fan club” sparsi in giro per il mondo (con tanto di tornei), compresi i casinò terrestri e online presenti in Italia e nel mondo.

L’origine di questa passione si può trovare nei tempi antichi di Roma, Egitto, Grecia, Cina, India e Giappone. Numerosi giochi lasciati in eredità o lasciati perduti fanno della storia del gioco d’azzardo una storia che testimonia l’umanità stessa.

Gli antichi romani e le attività ludiche

Da dove viene questo interesse verso i giochi basati sulla casualità? Se facciamo un passo indietro verso l’antica Roma, non sarà difficile accorgersi dell’immenso interesse verso il gioco per sé. Vi ricordate del “Panem et circenses?”. Oltre a godere e usufruire del concetto stesso di“Pane e giochi”, gli antichi romani amavano anche a scommettere alle corse ai carri o le lotte dei gladiatori. La Roma Imperiale ricorda le grosse puntate di Augusto ed i suoi 20.000 sesterzi persi nell’arco di un giorno solo, come anche le “munere” puntuali di Nerone, e il carro di Claudio, adibito a sala da gioco, trasformato in particolar modo da non fare spostare i dadi durante il viaggio del carro.

Dai giochi antichi ai giochi moderni

Fra attrezzi più popolari erano le monete, i dadi, pedini e tavole. Cos’è cambiato da quel momento a oggi? In realtà poco. I dadi, chiamati “tesserae” fatti di ossa, legno, avorio e materiali simili venivano spesso portati appresso, tramite la cordicella legata intorno alla cintura. In questo modo il gioco della sorte era sempre a portata di mano. Anche le monete venivano usate a giocare alla sorte, solitamente giocando a “Navia aut capita”, ovvero a quel che oggi sarebbe “Testa o croce”.

Similmente ai dadi, gli astragali fatti di terracotta o ossa, o addirittura di materiali preziosi come oro o argento, venivano usati per predire il futuro o per intrattenersi. Uno dei giochi consisteva nel lancio di 4 o 5 di questi aggeggi a 4 facce. La condizione di vincita era ottenuta grazie all’abilità di raccogliere gli astragali con il dorso della mano da parte del partecipante del gioco, e alla somma del punteggio finale ottenuta. Al lancio del povero sfortunato veniva data l’etichetta del “colpo del cane“, mentre il vincitore aveva fatto “il colpo di Venere“.

Altri giochi sopravvissuti fino ad oggi in forma quasi intatta sono “Latrunculli” e “Duodecim scriptorum”, ove Latrunculli era un gioco simile agli scacchi con la “tabula fusoria” fatta di legno, vetro o marmo e pedine bianche e nere. La strategia del gioco richiedeva ai giocatori di combattere l’uno contro l’altro come se fossero in una battaglia. Duodecim scriptorum invece, è l’antenato del Tric-trac (ad alcuni noto anche come Backgammon), quale ugualmente agli scacchi impiega una tavola da gioco e le pedine bianche e nere. Lo scopo di Duodecim scriptorum era invece di far avanzare le pedine per raggiungere la parte opposta della tavola, sorpassando l’avversario.

La prossima volta, prima di fare scaccomatto, pensate quante volte una strategia simile è stata impiegata da qualche vostro antenato romano!