A Tutta Birra! Festa della birra artigianale a Rocca Santo Stefano

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rocca santo stefano

Sabato 22 Settembre il piccolo borgo vicino Subiaco è pronto ad ospitare tre birrerie artigianali della zona accompagnate da stand gastronomici e tanta buona musica. Start ore 19:00.

In questo penultimo weekend di Settembre Rocca Santo Stefano, piccolo centro in provincia di Roma, è pronto ad ospitare la sua prima festa della birra artigianale. Un’idea nata dal Consiglio dei Giovani e dal Comitato festeggiamenti del comune per allietare la serata degli abitanti della Valle dell’Aniene e non solo. Per la serata saranno presenti tre birrerie artigianali : BAHM Birra Artigianale Hand MadeLa Stoccia e Salotto Retrò, rispettivamente dei paesi di San Vito Romano, Subiaco e Bellegra. Tutto sarà accompagnato dal concerto di un giovane gruppo emergente proprio del paese di Bellegra, i Reality Synth. Insomma, una festa inaugurale per risaltare le bellezze culturali, musicali e enogastronomiche della Valle dell’Aniene

LA STORIA DI ROCCA SANTO STEFANO

il primo popolo che abitò il territorio di Rocca S.Stefano fu quello degli Equi che si estendeva da Palestrina a Carsoli e dal quale prese il primo nome conosciuto: Rocca D’Equi. Nei secoli successivi man mano che la popolazione dei paesi vicini aumentava, gruppi di cittadini si spostarono dando vita a nuovi insediamenti. Fu

in quell’epoca (500 d.C.) che furono costruiti i cascinali che andavano da Rio Trave in su e poiché la popolazione sentiva la necessità di avere un centro dove radunarsi, costruirono la chiesa di S.Stefano, legata al cimitero.

Nel frattempo il potere nella zona era rappresentato dal monastero dei benedettini di Subiaco. Nei pressi di Rio Trave c’era un paesetto di nome Toccianello. Gli abitanti non sopportavano lo sfruttamento da parte dei rappresentanti dell’abate di Subiaco che avevano imposto gravose tasse sul mulino che vi si trovava, e si ribellarono, ma vennero sopraffatti dalle truppe dell’abate. La signora più ricca del luogo, Rosa, si salvò fuggendo verso la Rocca, seguita da molta gente. Essa devolvette tutte le sue ricchezze agli abitanti di Rocca che, le dedicarono una delle vie più importanti del paese.

Rocca S.Stefano veniva spesso depredato sia da Filippo da Marano che dai signori di Civitella (l’attuale Bellegra). Fu così che costruirono sullo sperone più alto della roccia un piccolo castello. A poco a poco attorno al castello sorsero molte case e fu costruito anche un lazzaretto, cioè un ospedale dove venivano tenuti in isolamento i malati di peste nei periodi delle epidemie. In seguito attorno all’abitato furono costruite delle mura per fortificarlo e per difendersi. Fu un’opera colossale per quei tempi. Nelle mura si aprivano due porte, una portava al forno comunale e ad una piazzetta chiamata della porta che attraverso via dei Serroni, portava al castello. L’altra porta era in piazza Pontica (ponte antico) dove c’era il ponte levatoio che veniva alzato al tramonto.

Come tutti i centri della zona seguì le vicende del monastero e rimase coinvolto nelle lotte sostenute dai monaci. Nel 1096 l’abate Giovanni l’acquisto dando in permuta Pisoniano. Rocca S.Stefano figura tra i possessi dell’abbazia nella Bolla di Papa Pasquale II nel 1115. Qualche decennio dopo, l’abate Simone fatto prigioniero nel 1167 da Filippo da Marano, venne condotto a Roma dove si vide costretto a dare in pegno Rocca S.Stefano alla nobile famiglia romana dei conti Ceci costituiti feudatari dell’abbazia. Da quel momento venne ufficialmente chiamato Rocca S.Stefano.

Col passare del tempo i roccatani sfruttati dai conti Ceci si ribellarono. Molto orgogliosi volendo affermare la loro opposizione al potere dei conti rappresentato dal castello, edificarono un’imponente chiesa vicino al castello proprio dove era ubicata la vecchia chiesa. Sul lato sinistro usarono le mura preesistenti come basamento, mentre, a destra costruirono un muro di contenimento. Successivamente riempirono lo spazio con terra di riporto. Sotto la chiesa lasciarono degli spazi vuoti a cui si accedeva con delle botole che servivano per seppellirvi i morti. Dopo la costruzione della chiesa il vano sottostante fu quindi adibito a cimitero. Questa idea risultò tuttavia poco opportuna dal punto di vista igienico. Con l’editto di Saint Cloud fu proibito seppellire i morti dentro le mura della città e allora il cimitero fu riportato nel sito attuale nei pressi della chiesa di S.Stefano.

BIRRA, MUSICA E TANTE SORPRESE A ROCCA SANTO STEFANO

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Oltre agli stand delle birrerie saranno adibiti nella piazza del paese diversi stand gastronomici per accompagnare il luppolo con un buon panino o un trancio di pizza. Prima e dopo il concerto dei Reality Synth, la musica resterà a farvi compagnia con la console di Dj Hecko, pronto ad animare il resto della serata.

rocca santo stefanorocca santo stefano

Inoltre ci sarà la possibilità non solo di bere birra, ma anche di giocarci. Si svolgeranno infatti match di Beer Pong per mostrare agli amici le proprie doti balistiche e…alcoliche! Occhio però a non esagerare con la birra e con i tiri fuori dal bicchiere! A fine serata bombe alla crema e ciambelle per tutti prodotte dal forno del paese per ammorbidire il vostro rientro a casa.

LE BIRRE

La birreria di San Vito Romano BAHM Birra Artigianale Hand Made offrirà ai degustatori la birra ASSASSINS’S CREAM, una Cream Ale di 4.5%vol. Un bel colore giallo paglierino. Un amaro leggero e morbido che si accompagna alla secca freschezza della segale. Beverina, frizzantina e cremosa. Per chi non sa fermarsi alla prima media. Ottima insieme ad un buon panino. rocca santo stefano

La Stoccia di Subiaco invece porterà con sé l’AIMARA. L’Aimara white ipa è una birra aromatica e rinfrescante, che ben si fonda con gli aromi, l’intensità e la freschezza derivanti dal deciso utilizzo dei luppoli. 

La prima birra di Subiaco:

Volendo mantenere saldo il legame con l’identità agricola della società, la scelta di produrre una birra in stile white ipa simboleggia le peculiarità della realtà Aimara. Infatti, nell’Aimara white ipa l’utilizzo del frumento dona una morbidezza che richiama il sapore tipico del grano, con in più gli aromi fruttati tipici delle generose luppolature in stile Indian PaleAle.

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SUBIACO
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BELLEGRA

 

 

 

 

 

 

 

 

Infine il Salotto Retrò di Bellegra con la sua Spaceman, una West Coast IPA abbondantemente amara, solo per palati di un certo livello. Alcolica, secca, profumata è diventata presto l’ariete del birrificio.
Un omaggio alle esplosive note agrumate e fruttate dei luppoli americani.

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È quasi tutto pronto a Rocca Santo Stefano per ospitare un fiume di birra e un fiume di gente!

Inizio Sabato 22 Settembre Ore 19:00 

 

Si giunge s Rocca Santo Stefano (mt. 665 s.l.m.) da Roma:

–  Via Casilina o Via Prenestina fino a Palestrina, proseguire fino a Genazzano, poi seguire la segnaletica: oppure Via Tiburtina fino a Tivoli, poi Via Empolitana II e seguire le indicazioni;

– Con Autostrada A24 Roma-L’Aquila:
uscita a Castel Madama poi proseguire per la Via Empolitana II e seguire la segnaletica; oppure uscita a Vicovaro-Mandela poi proseguire verso Subiaco e seguire segnaletica 

– con AUTOLINEE COTRAL:
partenza da Ponte Mammolo (Metro B) o Anagnina (Metro A)