Family day: raggiunto il milione di persone attese a Roma

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Family day
Foto di Jessica Pisano

Si è appena conclusa la manifestazione nella Capitale del Family Day a Circo Massimo che ha visto la partecipazione di circa un milione di persone tra cui intere famiglie, gruppi politici e varie azioni cattoliche

Si è trattato di un maxi raduno statico durante il quale più volte sono venuti fuori i valori principali del movimento: preoccupazione per le unioni civili, eliminare lo stepchild adoption e una revisione e riscrittura all’articolo 3. Il portavoce del Family Day, Massimo Gandolfini, ha fatto sicuramente sentire la sua presenza in qualità di organizzatore della manifestazione “Difendiamo i nostri figli”, sostenuto da tanti personaggi noti al mondo politico.

Colossale l’affluenza sin dalle prime ore del mattino a Circo Massimo con un piano di sicurezza voluto dal Questore Nicolò D’Angelo il quale ha costituito ben quattro stazioni di servizio in varie zone romane come piazza Venezia, Termini e Colosseo per meglio garantire l’ordine pubblico nella Capitale. Ben oltre 1500 i mezzi di trasporto arrivati a Roma da tutta Italia con passeggeri (di ogni età) sorridenti e con al seguito poche bandiere ma molti canti e balli intonati per sostenere la causa: “Family Day: in difesa della famiglia e dei bambini”.

Sono le 14:00 circa e la manifestazione ha inizio, tantissimi i cori, i fischi, le urla per esprimere ciò in cui il Family Day crede fermamente: striscioni blu, bianchi e rosa che incitano lo Stato ad aprire gli occhi su ciò che dovrebbe essere la normalità, un ‘no’ netto alle unioni civili, tanto meno alle adozioni da parte di coppie omosessuali, davvero tanto lo sdegno per il dll Cirinnà, un disegno di legge che farà comunque continuare a parlare di sé e a dividere la popolazione italiana tra sostenitori e netti oppositori. Il ministro Alfano, in particolare, ha deciso di appoggiare il movimento anti-unioni ma di non potere (o volere) partecipare alla manifestazione, alla quale invece ha deciso di dare il proprio contributo sua moglie Tiziana Miceli, onorando della sua presenza la piazza.

Ecco arrivare i primi slogan della manifestazione, stavolta affidati a delle magliette in cui compare la scritta: “Sono per un amore libero non libertino”. Altre frasi come “No al testamento biologico, legge contro Dio” hanno scatenato i vari social network, gli utenti infatti continuano la loro battaglia pro unioni civili a colpi di post e commenti contro la manifestazione di Circo Massimo.

Come prevedibile, sono ancora in dubbio le varie posizioni dei partiti politici e delle varie associazioni che si proclamano sostenitori del Family Day ma del quale non ne condividono a pieno il pensiero. Confusione che si evince durante la manifestazione: gente che non ha ben chiaro in testa la linea guida del disegno di legge ma che nonostante ciò ha voluto essere presente in piazza, oggi, a sostenere i valori della famiglia. Presenti anche i rappresentanti di Casa Pound che, senza alcuna bandiera di partito, dichiarano di essere presenti per difendere i valori del matrimonio tra uomo e donna e quindi della famiglia tradizionale. Sono le 14:30, Circo Massimo è quasi tutto pieno.

Sicuramente buona l’idea di spostare il terzo Family Day dalla piazza di San Giovanni a quella di Circo Massimo, quest’ultima ha una capienza maggiore e, vista la sua struttura, permette un monitoraggio migliore alle forze dell’ordine, in stato di allerta perenne, anche dall’alto con vari elicotteri. Forte l’intervento di apertura dell’organizzatore Gandolfini che si rivolge direttamente al premier Matteo Renzi: “Siamo più di un milione, Renzi ne tenga conto”. Continua: “la nostra è una piazza contro nessuno“.

Ore 15:20: la platea del Circo Massimo si prepara a vedere un video preparato per l’occasione. La clip racconta il parto di una bellissima bambina, bianca (anche se di origine indiana) ricordando che “lo schiavismo esiste ancora” quando si parla di comprare bambini attraverso l’utero in affitto. L’organizzazione si dichiara obbligata a mandare un messaggio così forte, con tanto di una testimonianza sul palco che racconta di storie di mortalità per la gravidanza surrogata in tutto il mondo. La folla è molto colpita da queste parole, inizia ad alzare cori che incitano alla vergogna verso tale tipo di maternità. Sui social continua la contro protesta: “non è una testimonianza, è la lettura del mein kampf“. La risposta della piazza: “la maternità surrogata è un business, uno sfruttamento delle donne più povere che troveranno poi la morte“.

L’adozione è una bugia che ci stanno raccontando, non serve per dare un bambino agli adulti, ma a dare ad un bambino ciò che una tragedia gli ha tolto“, questa è la testimonianza sul palco di Circo Massimo di una coppia adottiva. Definiscono la situazione degli istituti molto drammatica e deprimente, soffermandosi particolarmente sul bisogno dei bambini di ricostruire la propria personalità, ormai straziata, dall’abbandono dei genitori naturali. L’unica soluzione sarebbe, secondo la coppia, una mamma e un papà.

Ore 16:00: la parola viene presa dal presidente del comitato del popolo in Croazia che in passato convinse i cittadini a votare ‘no’ alle unioni civili. In questo momento si innalza un coro unisono che cita: “no alla legge Cirinnà“. La croata si definisce orgogliosa del suo paese e definisci gli italiani presenti a Circo massimo dei valorosi guerrieri, guerrieri che devono assolutamente vincere questa battaglia.

Abbiamo intervistato per voi una suora presente alla manifestazione che proclama l’apertura della Chiesa al concetto di famiglia inteso come nucleo di genitori e figli. Risposta vaga che incarna perfettamente la posizione ecclesiastica odierna. In una seconda intervista una coppia (marito e moglie) si dichiara completamente contraria al “nuovo” concetto di famiglia, non voluta da Dio e che la colpa sia riconducibile ai giovani che continuano a fare figli senza nessun giusto criterio. Ci siamo ritrovati difronte una folla sicuramente motivata dal video-messaggio di Papa Francesco che ha confermato la sua posizione conservatrice nei confronti della famiglia naturale.

Qualsiasi sia la posizione presa all’interno della situazione, rimarrà una giornata storica per l’Italia. Una manifestazione seguita da molti che ha chiarito, in positivo ma anche in negativo, la posizione del Family Day. Il tempo ci darà le risposte che servono, ma non bisognerebbe mai dimenticare che l’Italia è uno stato democratico, per definizione civile, e questo messaggio, purtroppo, continua a non arrivare agli altri Stati del mondo. Ci auguriamo che la decisione del nostro Governo in questi giorni sia quella giusta per il benessere sociale del nostro bel Paese.