Elezioni Municipio VIII, Roma.Zon intervista Massimiliano Pugliese (Casa Pound)

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Pugliese Municipio VIII
Redazione

La Redazione di Roma.Zon intervista i candidati del Municipio VIII. Dopo Enrico Lupardini del M5S, il secondo candidato a rispondere alle domande è Massimiliano Pugliese, di Casa Pound Italia

Quali competenze ed esperienze pregresse ha maturato lei e/o la squadra che sta costruendo in materia ambientale e di tutela dei beni comuni che possano risultare un punto di forza in caso di elezione nel Municipio?

Per mestiere ho spesso affrontato valutazioni che devono tenere conto dell’ambiente e della sostenibilità nel bello. Nella squadra che mi sostiene in questa campagna elettorale, e che si occuperà di questi temi, sia che sia eletto sia che rimanga a fare politica fuori dal consiglio municipale – perché certo il mio impegno non finisce il 10 giugno – posso contare sul sostegno e la collaborazione non solo di geologi, ingegneri e botanici, ma anche di alcuni diversi volontari/associazioni che da anni si spendono nel municipio in azioni di riqualifica e cura del verde. È grazie a queste realtà che abbiamo una maggiore comprensione del territorio.

L’estate scorsa il Dipartimento Ambiente ha imposto ai volontari che operano sul verde di dover richiedere l’autorizzazione all’Assessorato, obbligando le associazioni a fornirsi di assicurazione per i propri soci e per tutti i partecipanti alle attività, oltre a dotare tutti di dispositivi di sicurezza. Queste hanno costi che sono insostenibili (10 volte le donazioni annue che il nostro comitato riceve) e questo per fare cose che dovrebbe fare il comune. Qual è il suo impegno per poter garantire al volontariato di poter continuare ad operare? Quindi che posizione ha rispetto alla delibera del 17 aprile 2018 N° 71?

Riteniamo assolutamente incomprensibili tali vincoli, peraltro mi sembra nemmeno circostanziati nei massimali da assicurare per la responsabilità civile verso terzi, né nei capitali minimi da assicurare per gli infortuni. In una indicazione così vaga si perde peraltro il senso del dettato. Quindi, contrari nel merito, suggeriremmo l’attivazione di una polizza collettiva ad adesione a capitali irrisori – e premio quindi sostenibile – a carico del Municipio con la possibilità, su base volontaria –, di elevare le garanzie a fronte del pagamento di un premio in convenzione, che rimane a carico del volontario e/o dell’associazione di volontariato per conto dei propri associati.

La mala-politica si nutre di consensi spesso trovati nelle associazioni o nei comitati schierati da cui traggono benefici. Chi come noi crede nella terziarietà del volontariato ne ha nel tempo pagato le conseguenze. Come pensa di valorizzare l’effettivo ritorno sul territorio di chi fa volontariato senza essere schierato?

I comitati di quartiere, così come alcuni fenomeni di aggregazione territoriale, a volte nascono per volontà di soggetti politici che cercano bacini a cui, nel momento elettorale, chiedere il voto. È vero. Tuttavia ne esistono numerosissimi che o nascono per sincero spontaneismo o comunque si riescono man mano ad affrancare dal patrocinio iniziale. Crediamo che sia più semplice che queste forme aggregative riescano a contenere con equilibrio varie e diverse posizioni politiche piuttosto che rimanere completamente neutre. La politica istituzionale dovrebbe, a nostro avviso, preferire e valorizzare tutti quei contenitori di interessi territoriali che non rappresentano in modo più o meno mascherato una sola parte politica.

In passato nel nostro municipio abbiamo assistito a squilibri di attenzione da parte dell’amministrazione. Così alcuni quartieri sono stati oggetto di riqualificazione e di finanziamenti mentre poco è stato fatto in altri (vedi Montagnola). Come pensa di compensare questi squilibri per una equa distribuzione delle poche risorse sul nostro territorio?

Municipio VIII
Redazione

Il Municipio VIII vede da anni alcuni quartieri – quelli più popolosi ed elettoralmente influenti – preferiti ad altri. Pensiamo ad esempio, oltre a Montagnola, la stessa Tormarancia palesemente abbandonata, rispetto, ad esempio alla Garbatella. Proporrò di creare dei tavoli ricorrenti per territorio aggregando in modo strutturato gli stakeholders nei singoli quartieri.

Il fenomeno del rovistaggio nei cassonetti ed i conseguenti mercati e discariche abusivi stanno causando l’aumento di fenomeni non controllati, quali i parchi usati come latrine. Come pensa di poter intervenire?

La nostra proposta politica sul punto è chiarissima: tutti i mezzi a disposizione dovranno essere impiegati per restituire dignità e decoro sulle nostre strade. Oramai ci si è quasi assuefatti alla bruttezza, prima di tutto morale, di vedere uomini e donne con la testa nei cassonetti dei rifiuti. I Rom devono essere considerati esattamente come gli altri cittadini, con gli stessi diritti ma anche con gli stessi obblighi. Nessuna eccezione.

Stiamo assistendo all’aumento di nuove etnie senza alcuna forma di integrazione. Questo sta portando a fenomeni di sfruttamento organizzato. Come pensa di poter gestire fenomeni di questo tipo?

L’immigrazione non gestita, come quella a cui stiamo assistendo, con flussi enormi e per questo non assorbibili, sta generando da una parte un incattivimento della cittadinanza nei confronti degli allogeni a cui spesso vengono riservati trattamenti privilegiati se confrontati a quelli a disposizione delle fasce dei cittadini italiani più fragili. Dall’altra questi costituiscono manovalanza a basso prezzo e pochi scrupoli per organizzazioni malavitose. Se da una parte sarà indispensabile pensare a ripristinare procedure più eque per garantire agli italiani una priorità di accesso ad alcuni servizi come case popolari ed asili, ad esempio. Dall’altra non è accettabile accettare che i delinquenti locali possano sfruttare questa gente sbandata a proprio servizio. La collaborazione con la polizia locale dovrà essere serratissima per individuare e combattere questi fenomeni, che spesso si annidano all’interno e dietro il paravento di occupazioni di tipo “politico”.

Nel municipio si stanno moltiplicando minimarket (con vendita di alcolici a qualsiasi ora) ed autolavaggi senza spazi necessari per parcheggi/scarico-merci che contribuiscono spesso al degrado. Luoghi come il Farmer market di via Passino e il Mercato Scoperto di Santa Galla, sono due situazioni con problemi di apertura e di profondo degrado. Ci saranno in programma delle azioni di sistemazione e ricollegamento delle realtà produttive?

Nel nostro programma è previsto un piano di “pari doveri” tra i commercianti italiani e non. Riteniamo che le attività commerciali, gestite da extracomunitari, godano di irragionevoli vantaggi e mancati controlli. Mi riferisco ad esempio alle OSP, documentazione urbanistica, sanitaria e contributiva, scarichi di acque reflue ecc. Sarà nostro impegno attivare Asl e polizia locale per il controllo del territorio ed eventualmente per sanzionare le attività non in regola.

Pensando a strutture come quelle degli Ex Mercati Generali o al ponte di via Giulio Rocco, uno snodo importante per la viabilità del nostro quartiere, chiuso ormai da due anni, che non ha visto ripartire il progetto nonostante lo sblocco dei finanziamenti lo scorso gennaio. Avete in mente delle azioni per sollecitare il comune ad iniziare questi lavori?

Abbiamo da tempo avviato una raccolta di firme tra gli abitanti e i commercianti della zona, e per richiedere ulteriori informazioni e stimolare una soluzione, proprio in questi giorni, abbiamo un appuntamento con il Dirigente tecnico, arch. Francesco Febbraro, e richiesto un incontro con l’assessore Margherita Gatta proprio su questo tema. Per quanto riguarda gli ex mercati, il primo passo è fare pressione per il completamento dell’iter che consenta l’avvio dei lavori.

Importanti sono anche gli spazi d’aggregazione per far crescere i giovani elettori. Garbatella, ad esempio, è madre di molte personalità note nel mondo dello spettacolo (penso a Mirkoeilcane, vincitore a Sanremo). Sa indicarci dei progetti concreti in programma per la creazione di spazi d’incontro artistico/culturali?

In collaborazione con Roma capitale dovranno essere potenziata non solo la biblioteca comunale Caffè Letterario presente nel Municipio con incontri culturali, progetti musicali, cicli di conferenze ed altro, ma anche altri circoli ed associazioni culturali già presenti nel Municipio. Questo pensando anche in ottica di aggregazione per i più piccoli e di supporto a giovani madri.

Cosa pensa della nuova concessione della giunta capitolina a favore dei costruttori nell’area di piazza dei Navigatori?

Parere negativo per quanto riguarda il favore fatto ai poteri forti dei costruttori. Comprensione per la difficoltà indubbia di trovare una soluzione che accontentasse tutti. Ilarità per la proposta di individuare 50 soggetti, tra gli abitanti della zona, che dovrebbero selezionare le opere pubbliche da eseguire. Ferma volontà nel controllo di questa operazione per tutelare i cittadini, sul modo in cui verranno spese le somme a disposizione.

Gli inquilini Ater denunciano spesso le condizioni fatiscenti delle abitazioni. Qual è la sua visione sul patrimonio Ater e come pensa di intervenire?

Tutta la politica abitativa va ripensata: è necessario un nuovo patto sociale che ripristini dei principi di giustizia. Quindi: priorità assoluta per le assegnazioni alle famiglie italiane. Lotta durissima per tutte quelle occupazioni che vengono gestite da organizzazioni che agiscono con attività simil mafiose. Interruzione di ogni e qualsiasi tipo di tolleranza per quelle aree dove la legalità ha ceduto il campo alla prevaricazione. D’altro canto, l’Ater deve garantire per gli immobili di sua proprietà, quelle condizioni minime di dignità e di sicurezza che in molti caso oggi non esistono.