Ecopass, ritirata la delibera M5S in Campidoglio, ma non è finita

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Il M5S fa marcia indietro. Ritirata la delibera sull’Ecopass. Esultano le opposizioni ma è solo uno stop: a metà settembre la nuova delibera con il contributo delle altre forze. Intanto i cittadini rimangono scettici

Solo una piccola pausa di riflessione per i consiglieri pentastellati, oppure il primo accenno di resa? La vicenda Ecopass a Roma si fa sempre più avvincente ma i romani, di ritorno dalle ferie, non sembrano aver gradito questa sorpresa.

L’Ecopass di Roma

L’Ecopass o “Congestion Charge”, come è stato definito in Assemblea dai proponenti grillini, è un piano di riduzione del traffico che si basa sull’istituzione di pedaggi all’ingresso del cosiddetto “Anello Ferroviario” per tutti i veicoli. L’area in questione è di circa 32 km quadrati e interessa più di 1 milione di residenti. I dettagli del piano non sono ancora stati fissati, ma si parla di un meccanismo gestito dalle ZTL che saranno collocate, dunque, anche al di fuori del centro storico. La cifra del pedaggio si aggirerebbe intorno ai 2 euro a transito, con le dovute eccezioni (disabili,residenti,mezzi ecologici), da pagare solamente dopo l’esaurimento di un numero prefissato di transiti gratuiti (da 50 a 150). Il tutto a partire dal 2020.

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il messaggero

Le polemiche in aula

Come si sa, a Roma la viabilità e il traffico sono da sempre un tasto dolente, per cui la proposta della maggioranza ha creato subito polemiche e dibattito e ed anche una buona dose di preoccupazione nelle forze di opposizione e nei cittadini. La proposta di delibera, presentata dall’Assessore capitolina alla Mobilità Linda Meleo e dal Presidente della commissione Trasporti Enrico Stefàno, ha trovato subito un muro nelle opposizioni.

Usare l’anello ferroviario come confine è da folli, da incompetenti. L’anello ferroviario è gigantesco (il più grande in Europa), l’Ecopass deprezzerebbe il valore delle case, metterebbe in ginocchio le attività commerciali, creerebbe caos in tutta la città, introdurrebbe un pesante balzello di circa due euro ad accesso per tutti noi. Tutto questo in una città con il trasporto pubblico al collasso“, dichiarano in una nota congiunta gli esponenti di FDIAndrea de Priamo capogruppo, Lavinia Mennuni consigliere di Roma Capitale, Fabrizio Ghera capogruppo alla Regione Lazio e Rachele Mussolini.

La Raggi vuole far pagare 2 euro ai romani che entrano nel centro, sia in macchina che in ciclomotore o moto. Un’altra follia di questa sindaca improvvisata e assolutamente inadeguata. Diciamo no a questo pedaggio, a questa ulteriore tassa occulta per i romani, che per la Raggi sembrano polli da spennare. E non ci si dica che l’Ecopass esiste anche a Milano: lì i mezzi pubblici funzionano, a Roma prendono fuoco e non passano mai“, commenta il vice segretario del PD Lazio, Enzo Foschi.

Le polemiche dei cittadini

Parole dure arrivano anche dal fronte cittadino e in particolare dal movimento civico “Roma sceglie Roma” che si dice pronto a scendere in piazza con i romani.

Dopo l’ennesima estate alle prese con crolli, voragini, bus andati in fiamme ora, con la scusa della difesa dell’ambiente e il contenimento del traffico, l’Amministrazione vuole inserire un nuovo e inaccettabile balzello a carico di tutti i romani e dei commercianti già penalizzati dalla Ztl e più in generale da tasse come la Tari e l’occupazione di suolo pubblico che sono tra le più elevate d’Italia“, attacca il presidente Raimondo Grassi.

I dati e i dubbi

Nonostante la difesa dei consiglieri del M5S alle accuse e le garanzie di Stefàno che, riguardo all’Ecopass, promette: “Non è una misura per fare cassa ma un provvedimento per favorire forme di mobilità sostenibile“. Ma bisogma ammettere che, dati alla mano, qualche dubbio rimane.
In primo luogo c’è il modello di Milano. I grillini affermano di volersi rifare all’Area C del capoluogo lombardo. Sta di fatto però, che l’area interessata ha un estensione di appena 8 km quadrati e interessa circa 79mila milanesi. Inoltre, a Roma, le emissioni dei veicoli rappresentano appena il 10% del totale contro il 67% del riscaldamento degli edifici che, però, non è stato toccato da alcun provvedimento.
Infine, molti dubbi rimangono sulle risorse che saranno destinate al potenziamento dei trasporti pubblici. Circa 150 milioni di incassi l’anno a fronte di 1 miliardo e mezzo di debito ATAC in continuo aumento.

Lo stop alla delibera

Insomma, un certo clima di dubbio e perplessità  sembrava circondare l’aula Giulio Cesare. A tal punto da coinvolgere, alla fine, anche gli stessi consiglieri di maggioranza. La delibera, che doveva essere proposta e votata entro giovedì’ 6 settembre, ha visto dapprima la diserzione di molti consiglieri, tra cui lo stesso assessore Meleo, e poi il suo ritiro da parte dei 5 Stelle.

Da subito si è parlato di crepe all’interno della maggioranza anche se i grillini hanno subito smentito le voci. “Ritiriamo la delibera per portarla nella seconda metà di settembre. Vorrei però specificare che quanto scritto oggi sui giornali non ha alcun fondamento di verità, il gruppo è compatto anche su questo argomento, che è presente all’interno delle nostre linee programmatiche così come nel programma con cui ci siamo presentati alla città“. Ha dichiarato il vicecapogruppo del M5S in Campidoglio, Giuliano Pacetti.

L’Ecopass è nel nostro programma.” Ha detto la Sindaca Raggi. “Abbiamo ritirato il provvedimento per farne uno congiunto con l’opposizione che ha voluto contribuire. E’ giusto che tutti contribuiscano. Ci sono argomenti che vanno discussi tra maggioranza e opposizione“.

La vittoria delle opposizioni

Intanto esultano le altre forze politiche.
Ha vinto Roma, ha vinto l’opposizione. Il M5S ha appena ritirato la delibera su Ecopass. Finalmente dal Campidoglio una buona notizia per i romani“. Così ha commentato Andrea Casu, segretario del Pd Roma su Twitter, dimenticando forse il similare progetto della giunta Marino.

L’Amministrazione dovrebbe concentrarsi investendo sul trasporto pubblico, ormai al collasso e lasciato nel caos. Oggi l’ennesima figuraccia: 5 Stelle ‘retropass’ ritirano delibera folle sul pedaggio dell’anello ferroviario”. Così, invece, gli esponenti di FDI De Priamo, Mennuni e Mussolini.

La partita, però, non è finita. Di certo, in attesa della nuova delibera, si sentirà ancora parlare di Ecopass. Per molti comunque, il problema della mobilità di Roma non si esaurisce qui. Delibera o non delibera, secondo Grassi di RSR, “per Roma urge una Legge Speciale che le consenta di avere poteri e autonomia, al pari delle grandi capitali europee, per evitare di elemosinare soldi al governo di turno“.