Donne Perse(phone) al Teatro di Villa Torlonia

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perse(phone)
lfmagazine.it

Si terrà oggi, 25 novembre 2016, in occasione della Giornata Mondiale Contro la Violenza sulle Donne, presso il teatro di Villa Torlonia, il dramma Donne Perse(phone)

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Il dramma dedicato alla sensibilizzazione sull’ importante e drammatico argomento della violenza contro le donne, andrà in scena questa sera alle ore 19.30 al Teatro di Villa Torlonia, con la regia di Paola Sarcina e la drammaturgia di Annalisa Venditti.

Donne Perse(phone) è un dramma moderno che si ricollega alle figure della mitologia greca di Persefone e di sua madre Demetra. Un collegamento, tra classico e moderno, tra mito e realtà, che si può scorgere fin dalla lettura del titolo. Il recital è ispirato alla cronaca dei nostri giorni, di donne e ragazze uccise o abusate da chi più dovrebbe amarle, quella persona a cui si affidano: un marito, un compagno, un fidanzato che diventa violento.

E’ un dramma che da voce alle vittime.

Come Persefone, rapita da Ade, torna dalla madre, così in questo dramma le figlie ritornano e lo fanno per raccontare alle madri gli ultimi momenti della loro vita. La scelta del dialogo intimo tra madri e figlie, sta ad indicare il vero amore, quello delle madri per i figli, in contrapposizione con quel falso amore di quegli uomini che quelle figlie hanno barbaramente ucciso. A differenza del mito antico, dove Demetra ottiene di poter riavere la figlia per sei mesi l’anno, nella realtà della tragedia dei nostri giorni questo non può accadere: la Persefone di oggi è morta, ma con lei ci sarà sempre sua madre.

Sono tredici le donne in scena, tutte non professioniste, tranne una. L’idea di utilizzare delle non professioniste è nata da una proposta di Paola Sarcina: madri, mogli, lavoratrici che hanno voluto dare il loro contributo contro la violenza di genere partecipando a un laboratorio teatrale.

Il testo, spiega Annalisa Venditti, è nato più di dieci anni fa, dall’idea di “raccontare anche a teatro una piaga sociale come quella del femminicidio“, oltre che dalle esperienze dell’autrice che, come giornalista, si è trovata spesso a parlare, nel corso degli anni con madri a cui era stata uccisa una figlia per mano di un compagno o di un marito violento e le parole che vanno in scena sono proprio di quelle donne che Annalisa Venditti ha conosciuto, tramite il ricordo amorevole e commosso delle madri che le hanno perse per sempre.