Conte, il Professore burattino di un sistema menzognero

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La politica italiana non si smentisce e continua a prendere in giro gli elettori. Problema culturale o della casta? Intanto il Professore avvia le consultazioni

Comincia oggi, alla Camera Dei Deputati, il percorso del professore Giuseppe Conte. Nei giorni scorsi si è discusso a lungo sulla sua figura; tra curriculum e posizione sociale. Ma perché la scelta dei due leader di governo è ritenuta tanto opinabile? E perché il Premier incaricato con riserva non è una figura così nuova nel panorama politico?

Il nodo programma

A vedere il programma buttato giù da Lega NOrd e Movimento 5 Stelle ci si aspettava un premier come Mario Draghi, Tajani o Steve Bannon (per prenderla a ridere, ndr). E invece ci si trova davanti un avvocato, professore universitario e politicante della domenica. Tralasciando le chiacchiere sulla sua formazione (da biblioteca), viene spontaneo chiedersi se il povero Giuseppe Conte non sia solamente l’ennesimo filo teso in mano ad una nuova casta.

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Perché quelli che fino a qualche mese fa criticavano aspramente il game of thrones, ora non fanno altro che tenersi con le unghie e con i denti attaccati alle poltrone. E lo fanno in maniera totalmente irresponsabile e giocando come se fossero perennemente sulla scrivania di Bruno Vespa. Come se oggi è così, domani non si sa. E quindi tanto vale fare come Berlusconi; quando abolì le tasse sulla casa. Cercando di architettare tutto il possibile per avere i voti oggi, ma distruggendo il futuro dei nostri figli domani.

Un tuffo nel passato

Ve lo ricordate Mario Monti? Fu presidente del consiglio e uno dei capri espiatori di tutti i mali economici dell’Italia. Voluto da Giorgio Napolitano come sostituto di Silvio Berlusconi, è stato per anni il simbolo dei fallimentari governi tecnici. E pur avendo un curriculum politico da fare smagrire Giuseppe Conte, fu criticato e sminuito da tutte le forze politiche italiane. Una personalità “senza alcuna incisività politica” che oggi, paragonato al neo Premier, sembra quasi la Regina d’Inghilterra. Salvini e Di Maio, in perenne campagna elettorale, stanno però diffondendo (come due adolescenti social) il messaggio della rivoluzione: “La terza repubblica“. Copia spiccicata della seconda e persino più meschina.

L’Italia ne ha bisogno

Viviamo tutti in questo paese e non si può dire che non abbia degli enormi grattacapo. Quando la politica ci vende infiocchettati grandi risultati statistici, ci rendiamo conto da soli che le cose invece non funzionano. Non ci sono prospettive, sono poche le possibilità di un futuro pieno e la stabilità programmatica politica mette in dubbio tutto ad ogni amministrazione. E’ un’Italia inaffidabile che ieri si apriva all’Europa (con la TAV) ed oggi invece si isola (negando occupazione e transito strategico di merci).

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Spesso sembra di esser tornati nel Berlusconismo: quando le scuole non avevano sovvenzioni economiche, l’ignoranza cavalcava e questo andava bene a chi doveva farsi eleggere (il popolo meno sa e meglio è). E con il reddito di cittadinanza sembra di rivivere quell’incubo; ove, piuttosto che investire nel lavoro, si fa crescere la disoccupazione. Speriamo solo che il Professore non sia un nuovo burattino e che sappia, come ha detto ieri, difendere realmente ogni cittadino italiano.