La Commissione elettorale esclude Fassina

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A poco più di 24 ore dalla presentazione delle liste elettorali, scatta la bufera a Roma: la commissione elettorale rifiuta le liste di Stefano Fassina a causa di «vizi di forma non sanabili»

Per Stefano Fassina, il candidato di SI-Sel, la corsa al Campidoglio è già in salita: la commissione elettorale ha respinto le sue liste. Perché? Mancanza di dati essenziali. Per la precisione, all’appello mancano le date della registrazione di 500 firme che sostenevano le liste civiche e politiche di Fassina. Secondo la legge, infatti, tali date non possono essere antecedenti ai sei mesi dalla presentazione ufficiale. Le firme, cioè, possono essere raccolte solo a partire dal 180esimo giorno prima del voto. L’omissione della data, invece, rende la firma nulla. 

fassinaPresenteremo ricorso e decideremo quali altre iniziative prendere“, ha scritto Fassina su Facebook. Il ricorso dell’ex democratico sarebbe al Tar, che si pronuncerà sulla questione entro un massimo di tre giorni. Ma l’atmosfera, in casa SI-SEL, è delle più ottimiste: “Ci sono tutte le condizioni per rimanere in campo, continuiamo a fare campagna elettorale a livello cittadino e municipale perché gli elementi sostanziali per un risultato positivo ci sono tutti“, ha dichiarato lo stesso Fassina. E ancora: “Possiamo dimostrare con assoluta certezza che la certificazione delle firme è avvenuta entro i 180 giorni previsti dalla legge. Siamo fiduciosi, ci sono sentenze di casi analoghi che si sono risolti positivamente“. Anche il candidato del centrosinistra, Roberto Giachetti, ha espresso il suo sostegno a Fassina.

Qualche curioso, nel frattempo, ha chiesto a Fassina a chi andranno i suoi voti in caso di esclusione. “Non ci sono piani B. I voti andranno a noi. Ce li prenderemo come volevamo fare” ha risposto. “Domani pomeriggio incontreremo tutti i candidati perché un punto è emerso chiaro: è emersa una comunità, venuta fuori in un momento di difficoltà. Questa comunità ha affrontato tanti passaggi complicati in questi mesi, ma c’è. La sinistra a Roma ha una comunità che la rappresenta. Questo è un dato da cui partire” ha infine concluso Fassina.