Cinema America trasloca in periferia: polemica contro il M5s

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Foto: www.roma.repubblica.it

La giunta di Virginia Raggi vorrebbe incasellare la rassegna libera e indipendente del Piccolo Cinema America nell’Estate Romana. Teatro dello scontro, dopo mesi di polemiche, è piazza San Cosimato, nel cuore di Trastevere

Il leader dei Ragazzi del Piccolo Cinema America, Valerio Carocci, ha parlato di «un tentativo goffo con cui l’amministrazione ha cercato di mascherare dietro all’idea di fare un bando per piazza San Cosimato un tentativo di censura».

L’Estate Romana è lo strumento che da oltre 40 anni il Comune di Roma ha ideato per creare una programmazione per la stagione estiva. Il «bando» dà diritto a vantaggi indiretti, come la possibilità di fare attività culturale senza pagare parte delle tasse dovute quando si occupa suolo pubblico.

Il Piccolo Cinema America, rifiutandosi di partecipare alla gara, ha deciso quindi di trasferirsi in periferia. Le rassegne saranno lontane dai centri abitati, presso Monte Ciocci a Valle Aurelia, il Casale della Cervelletta a Tor Sapienza e il Porto turistico di Roma a Ostia.

Intanto, prosegue la polemica nei confronti della consigliera comunale M5s Gemma Guerrini, vicepresidente della commissione capitolina Cultura, nonché residente di Trastevere ostile alle notti di cinema. Infatti, la Guerrini avrebbe detto che è il Pd il «maestro nella manipolazione del consenso, che ormai da decenni utilizza la spettacolarizzazione e la feticizzazione della cultura come arma di distrazione di massa», spiegando che la «reiterata proiezione di vecchi film che hanno in comune solo il fatto di essere famosi» è una forma di «feticismo».

«Parla a titolo personale», scrive il gruppo M5s al Comune. «Le sue dichiarazioni non rispecchiano il pensiero della maggioranza. Il gruppo M5s non solo prende le distanze dalle sue parole ma esprime piena fiducia al vicesindaco Luca Bergamo».

Contro la vicepresidente della commissione Cultura e il vicesindaco Luca Bergamo, reo di non essersi dissociato, si è aperta una profonda sollevazione. Attori, registi, musicisti, da Gabriele Muccino a Paolo Virzì, da Paolo Sorrentino a Bernardo Bertolucci, si sono uniti nel chiedere le dimissioni di Bergamo, accusato di «palese inadeguatezza» nella gestione culturale di Roma. Mai si erano viste tante firme sotto un appello a «valorizzare l’esperienza» dei ragazzi di San Cosimato anziché «rallentarla e imbrigliarla in percorsi burocratici»: da Cristina Comencini a Nicola Piovani, da Carlo Verdone a Giovanni Veronesi.

Il vicesindaco-assessore non si scompone. «Trovo davvero singolare che si chieda a me di fare un passo indietro per le parole pronunciate da un’altra persona», dice Bergamo. «Parole peraltro molto distanti da quelle che ho scritto e detto parlando dell’arena cinematografica promossa dall’Associazione Piccolo Cinema America, per cui ho sempre espresso apprezzamento. Ho rispetto e ammirazione per l’opera di chi ha sottoscritto l’appello, ma lo declino con serenità».