Scandalo-Test. Annullata la prova della specialistica di Psicologia

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Siamo di fronte all’ennesimo, scandaloso, evento che questa volta ha coinvolto gli aspirati studenti di Psicologia della Sapienza

Irregolarità senza giustificazione

Ci troviamo di fronte all’ennesimo incomprensibile risultato di un test fallimentare. Quello delle prove ad accesso programmato. Dopo lo shock subito dagli studenti di Firenze, che si erano visti prima invalidare la prova d’accesso, poi essere ammessi tutti indistintamente, ora è il turno della Sapienza. La prima università di Roma, uno degli atenei più grandi ed antichi d’europa, sta collezionando una figuraccia dopo l’altra. E l’ultima défaillance istituzionale risade a pochi giorni fa; a quando con un decreto rettorale i candidati al test per la specialistica in Psicologia si sono visti annullare la prova. A quanto pare il test, svolto in data 4 settembre, conteneva al suo interno 40 domande già presenti l’anno scorso e per questo tutti i candidati dovranno svolgere nuovamente la prova.

Un’insurrezione giustificata

Non è la prima volta che nell’ateneo di piazzale Aldo Moro succede una cosa come questa. In passato altri brogli ed irregolarità hanno segnato la vita di migliaia di studenti. Come nel test di medicina di qualche anno fa, che ha visto l’ammissione di molti partecipanti tramite ricorso legale. Non ci è voluto molto, comunque, affinché gli studenti dell’ultimo sfacelo insorgessero. Tutti i partecipanti al test di Psicologia sono sul piede di guerra. Proprio in queste ore un presidio si è riunito per protestare aspramente contro l’incompetenza di chi architetta (in modo insensato) queste macchine taglia teste, il più delle volte commettendo gravi errori. “Appena possibile comunicheremo la data per lo svolgimento di una nuova prova“, ha detto il rettore Eugenio Gaudio. Ma Alessio Folchi, senatore accademico di Link Sapienza non ci sta e dichiara:

E’ inaccettabile che dopo l’annullamento del test d’ingresso se ne voglia convocare un altro. Gli studenti iscritti al test, che poi è risultato invalido a causa di errori materialmente compiuti dall’Ateneo, vanno tutti ammessi così come accaduto di recente a Firenze. Il test d’ingresso dimostra ancora una volta la sua totale inutilità e dannosità: non è giusto che a pagarne le conseguenze siano, come sempre, gli studenti e le studentesse

Uno strazio comodo ed estremamente distruttivo

In un precedente articolo, che apriva la stagione dei test ad accesso programmato, la nostra redazione (qui il link), si era già espressa sull’inequivocabile dannosità di tale sistema.  E’ facile, e quasi ridondante, discutere su come sia troppo utile, economicamente, non abbandonare i test ad accesso. Ma l’università pubblica è un’istituzione libera e come tale dovrebbe dare a chiunque la possibilità di esprimersi al meglio. E’ naturale che servirebbero delle regole che andassero, di anno in anno, in base a profitto, a selezionare gli studenti più meritevoli. Ma oramai non esiste più democrazia. Tutto è divenuto troppo astioso, troppo poco reale. Studenti fanno settimane di file, tra test ed iscrizioni, nella speranza di essere scelti. Come se questo mondo globalizzato dovesse sempre mettere alla prova chiunque, anche quando si parla di voglia di crescere ed imparare.