Adesso è ufficiale: il referendum ATAC si terrà in primavera

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Gli uffici comunali hanno confermato che in primavera si terrà un referendum decisivo sul futuro dei trasporti nella Capitale e dell’azienda Atac

I cittadini di Roma potranno decidere sul futuro dei propri mezzi pubblici. In estate era stata raggiunta quota 33mila firme per la messa a gara del trasporto pubblico romano, ieri la conferma è arrivata direttamente dagli uffici comunali. Il referendum sul futuro dell’Atac si svolgerà la prossima primavera.

L’annuncio

Sono stati Riccardo Magi e Alessandro Capriccioli, rispettivamente segretario di Radicali Italiani e di Radicali Roma, a dare l’annuncio. ” Sarà un’occasione storica per tutti romani, che potranno pronunciarsi in prima persona su uno dei temi che tocca in modo più diretto la loro vita. La libertà di movimento nella città che è attualmente negata da una situazione disastrosa”. Maggi e Capriccioli hanno poi aggiunto che: “È arrivato il momento di fare il massimo affinché la volontà dei cittadini possa esprimersi in modo libero e consapevole”.

Si apre adesso una nuova fase. Sarà infatti compito della sindaca Virginia Raggi stabilire entro il 31 gennaio la data dell’imminente referendum. Nel frattempo, la Commissione per i Referendum avrà il compito di decretare il regolamento per la disciplina degli spazi di informazione della campagna referendaria.

Il futuro Atac

Gli scenari sul futuro dell’azienda Atac, i cui debiti sono di circa 1,3 miliardi di euro, sono diversi. Le due strade che appaiono più percorribili sono quelle della liberalizzazione e della privatizzazione. L’attuale amministrazione diverse volte si è espressa contro la privatizzazione. Già in passato Raggi aveva affermato che “Atac è pubblica e non va privatizzata”. Dello stesso avviso è anche Linda Meleo. L’assessora alla mobilità spiega infatti che nessuna delle due opzioni può essere una soluzione efficace. “La privatizzazione significa la perdita di controllo su un servizio cosi importante per la città, mentre la liberalizzazione non è una soluzione immediata. Per fare una gara ci sarebbero voluti 4 o 5 anni”.

Le altre reazioni

Anche Stefano Fassina, consigliere di sinistra per Roma, annuncia una serie di iniziative per il No al referendum. “L’Atac va completamente riorganizzata e vanno fatti gli investimenti necessari sui mezzi. Privatizzare è solo una scorciatoia”. Riccardo Agostini, consigliere regionale di Articolo Uno, spiega invece come siano diversi gli esempi negativi di liberalizzazioni in Italia e in Europa. Agostini, inoltre, aggiunge che verranno presentati diversi progetti per migliorare il servizio e le condizioni di lavoro.

Parola ai cittadini

In attesa di conoscere la data del referendum, i cittadini romani sono chiamati ad un’attenta riflessione su uno temi più importanti della Capitale. A loro spetterà il compito di decidere per risolvere questa delicata questione.