Il 25 Aprile a Roma si festeggia divisi, chiedendo unità

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L’anniversario della liberazione d’Italia spacca Roma. Il 25 Aprile divide l’Anpi e la Brigata Ebraica. Le istituzioni si fanno sentire

Tra passato e presente – Storicamente il 25 Aprile rappresenta una data cruciale per la storia d’Italia. Quel giorno, nel mai troppo lontano 1945, il CLNAI (presieduto da personalità come Sandro Pertini e Luigi Longo) proclamò l’insurrezione in tutti i territori nazifascisti. Le forze partigiane attaccarono i presidi tedeschi imponendo la resa. Il Comitato di Liberazione Nazionale assunse così il potere “in nome del popolo e quale delegato del Governo italiano“; e fu stabilita, dopo l’arrivo degli alleati, la condanna a morte di tutti i gerarchi fascisti e di Mussolini stesso. Decretando la fine di un regime che in vent’anni aveva contribuito a distruggere l’identità umana di un paese. Oggi, settant’anni dopo, in uno stato libero dalle catene, si è potuto festeggiare; nonostante le divisioni e le diverse ideologie, dobbiamo ritenerci fortunati di poter esprimere liberamente la nostra identità.

Divisioni marginali

Pochi giorni prima del corteo organizzato, la Comunità Ebraica aveva fatto sapere che non avrebbe manifestato con l’Anpi. Le motivazioni giungevano chiare: “non sfileremo con le organizzazioni palestinesi che seguiranno i Partigiani”. Una presa di posizione bella e buona che mira a calcare il dissenso storico per le lotte territoriali vive nel Conflitto Arabo-Israeliano. E così il tradizionale corteo della capitale si è spaccato in due. Da una parte i Partigiani, dove in 5mila hanno sfilato attraverso la Garbatella, fino ad arrivare a Porta San Paolo. Dall’altra la Brigata Ebraica con a seguito le bandiere israeliane, americane e inglesi (simboli dei grandi alleati della guerra). Un fatto unico che non ha lasciato poche perplessità.

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Le voci dei protagonisti – Dal palco della manifestazione il vicepresidente della comunità ebraica Ruben Della Rocca ha lanciato parole dure: “La storia è qui, tutto il resto sono menzogne. Il terrorismo che in questi anni sta devastando l’Europa ha avuto una scuola importante e noi sappiamo qual è“. Un intervento mirato a polemizzare le scelte partigiane di appoggiare i palestinesi; ma che ha anche auspicato la volontà “il prossimo anno di tornarei in piazza insieme“.

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Diversi invece i toni dell’Anpi che promette la ricostruzione della targa per Matteotti insieme alla comunità ebraica.

Le istituzioni – Il presidente della repubblica, Sergio Mattarella ha chiesto di “ricordare la Resistenza senza odio né rancore. Mai più fascismo, mai più guerra“. Forte anche il sostegno della sindaca Virginia Raggi che, pur dovendo dividersi per seguire entrambe le manifestazioni, ha chiesto di “tenere viva la memoria della nostra storia”. Tanti i partecipanti (da Orfini a Brunetta) che hanno accompagnato il ricordo della liberazione. Tanti i punti di vista e tante le parole, tutte con una parola in comune “unione”.