A che ‘Stadio’ siamo? Roma si interroga su Tor di Valle

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Più di un anno e nulla di concreto; rinvii, cambi di programma, passi indietro e tanta, tanta confusione. Che fine farà lo stadio della Roma?

Sarà vero o no?

Quello che affligge i Romani da qualche tempo è la sicurezza. Non parlo di quella forma di prevenzione protezionistica mirata all’incolumità personale. Piuttosto mi riferisco alla consapevolezza di avere notizie concrete quando la propria amministrazione ha in mente di fare qualcosa. Ma a quanto pare nella città eterna non si può più sperare in qualcosa di certo; come se desiderare sicurezze fosse inutile. Quando finiamo a parlare di Roma, e della sua ‘matassa’ governativa, ci sorge sempre una domanda: sarà vero quello che dicono, oppure è il solito blaterare a perder tempo? Perché, e su questo non ci piove, sullo stadio a Tor di Valle ne son state dette di tutti i colori. Il risultato? Stallo totale.

Dove siamo e dove dovremmo arrivare

Quando penso allo stadio della Roma, un sogno recondito in migliaia di tifosi ed appassionati, la mia mente si ferma alle immense bellezze degli altri campi internazionali. E mi sovviene il Camp Nou di Barcellona, l’Old Trafford di Manchester, ma anche lo Juventus Stadium di Torino, per rimanere in casa.

Immense realtà architettoniche che non rendono felici solo gli ultras, ma rendono forte una squadra e ancor più grande una città. Posti bellissimi, potremmo dire mete turistiche, imperdibili. E nella capitale d’Italia? In quella che per definizione è una delle città più belle di Roma? Dove siamo? Difficile dirlo; perché in realtà non si è mai partiti. Per un anno la giunta grillina ha speso denaro pubblico per portare avanti un progetto che sapevano incongruente. E alla sua bocciatura la risposta è stata: “lo sapevamo, noi puntiamo allo stadio fatto bene“. E intanto il nuovo progetto pare ancor più lacunoso e il ministero ne ha già bocciato la parte sulla viabilità.

Fate un regalo ai romani

L’assessore alla viabilità, Luca Montuori, ha affermato che da settembre inizierà un “lavoro sinergico con le istituzioni per approfondimenti“. Mentre il silenzio della Raggi, troppo impegnata a scattarsi selfie vicino i roghi di Roma, pare imbarazzante.

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Ma lo stadio si farà, questo è stato promesso. Non sappiamo se finirà come l’autostrada del sole o sarà, ancora una volta, la pagina triste di una promessa elettorale. Ma i romani ne hanno bisogno; la nostra capitale ne ha bisogno, per sentirsi grande. Per vedere dentro si sé nascere di nuovo qualcosa d’immenso, che porti gioia, guadagni (che non guastano) e tanta notorietà. Roma ha bisogno, una volta per tutte, di essere valorizzata.