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Nuova legge sulla Rigenerazione urbana

La nuova norma, approvata l’11 luglio dal Consiglio regionale, chiude una fase drammatica nella quale lo sviluppo urbanistico era sinonimo di distruzione del suolo e di aumento quantitativo

E’ stata approvata questo 11 luglio, la nuova legge sulla Rigenerazione urbana. Per la prima volta dal 2009, nel Lazio finisce la stagione delle deroghe in tema di pianificazione urbanistica. La nuova legge mostra attenzione alla bioedilizia, alla staticità, all’antisisimicità, il tutto con l’obiettivo di non consumare ulteriore suolo e ad introdurre il riuso dei materiali frutto delle demolizioni. Un’idea di sviluppo basata sul rispetto del territorio, sulla capacità di produrre lavoro ed economie puntando su innovazione e sostenibilità.

Previsto nuovo protagonismo ai comuni nella pianificazione, per favorire interventi che contribuiscano migliorare la qualità urbana e la vivibilità dei nostri quartieri mediante la realizzazione di nuove opere pubbliche e nuovi servizi per i cittadini.

“La legge sulla ‘Rigenerazione urbana e il recupero edilizio’ è un pilastro della fase legislativa della nostra Regione. In questi quattro anni stiamo realizzando quelle che io chiamerei una ‘rivoluzione gentile’ – parole del presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: “una rivoluzione del Lazio basata sull’inesistenza di polemiche, di scontri, di voglia di apparire, basata invece, in primo luogo, su una forte solidarietà dell’alleanza di centrosinistra, una grande concretezza degli atti amministrativi e politici”.

Gli obiettivi della nuova legge:

Qualità, per favorire la qualità urbana con tanti interventi nelle zone più degradate. Come? I comuni potranno individuare gli ambiti territoriali di riqualificazione e recupero edilizio e prevedere premialità per il rinnovo del patrimonio edilizio esistente, per le opere pubbliche e per le cessioni di aree aggiuntive.

Sicurezza e sostenibilità, i consigli comunali potranno inserire negli strumenti urbanistici generali vigenti ampliamenti, per un incremento massimo di 70 mq. I comuni, inoltre, potranno accordare sconti sugli oneri di urbanizzazione se gli interventi riguarderanno la prima casa.

Nelle zone colpite dal terremoto, gli ampliamenti, con realizzazione di un corpo edilizio separato, potranno essere autorizzati anche in un altro lotto dello stesso comune, ma non in zona agricola. Quanto alla ricostruzione dei comuni, la legge prevede anche disposizioni per la riformulazione degli strumenti urbanistici nei comuni del cratere, oltre a una serie di misure per la prevenzione e la riduzione del rischio.rigenerazione

“La nuova legge è molto differente dal vecchio Piano Casa per tre ragioni: perché dà strumenti e più poteri ai Comuni, permetterà ai Comuni non solo di autorizzare ma di avere una idea sullo sviluppo della propria comunità. In secondo luogo perché si superano le norme che prevedevano deroghe al normale iter amministrativo”– così Michele Civita, assessore regionale alle Politiche del Territorio.

Ed infine il commento di Mauro Buschini, assessore all’ambiente: “Con questa approvazione, si consentirà ai Comuni di progettare la rigenerazione urbana e la riqualificazione del tessuto edilizio esistente in un’ottica di maggiore sicurezza per i cittadini, anche a seguito dei noti tragici eventi sismici che hanno interessato il centro Italia, oltre che di salvaguardia ambientale: si limita, infatti, il consumo del suolo e vengono preservate le aree protette”.


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About Alessia Bonci

Nata a Roma, studentessa di Giurisprudenza presso l'Università "La Sapienza".

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