Mafia Capitale: cadono le accuse di associazione mafiosa

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Il tribunale di Roma condanna Massimo Carminati a 20 anni di reclusione e Salvatore Buzzi a 19, presunti capi di un’associazione mafiosa dichiarata inesistente

IL PROCESSO – I giudici della X sezione del Tribunale di Roma sono stati chiamati a giudicare i 46 imputati del processo a Mafia Capitale, l’associazione che avrebbe condizionato la politica romana, guidata da l’ex Nar Massimo Carminati e dal ras delle cooperative Salvatore Buzzi. Su 46 imputati tre sono stati assolti: Rocco Rotolo, Salvatore Ruggiero e l’ex dg di Ama Giovanni Fiscon. Per 19 imputati è caduta l’accusa di associazione mafiosa. Il procuratore aggiunto Paolo Ielo ha affermato: “Questa sentenza riconosce un’associazione a delinquere semplice, non di tipo mafioso. Sono state date anche condanne alte. Rispettiamo la decisione dei giudici anche se ci danno torto in alcuni punti mentre in altri riconoscono il lavoro svolto in questi anni. Attenderemo le motivazioni”.

CONDANNE – Tra gli altri condannati l’ex capo dell’assemblea Capitolina Mirko Coratti (6 anni), Luca Odevaine, ex responsabile del tavolo per i migranti (6 anni e 6 mesi), Riccardo Brugia 11, l’ex Ad di Ama Franco Panzironi (10 anni), l’ex minisindaco del municipio di Ostia, commissariato per infiltrazione mafiose, Andrea Tassone (5 anni). Carminati, rivolgendosi al suo legale Ippolita Naso dopo la sentenza, ha detto: “Avevi ragione tu, sono soddisfatto”. La frase di Carminati era riferita alle previsioni dell’avvocato secondo cui gli anni di reclusione sarebbero stati 20 anziché 28 poiché esclusa l’aggravante di associazione mafiosa. Previsione che si è verificata.

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IL COMMENTO DEL SINDACO – Al processo ha assistito Virginia Raggi che si è poi espressa su Facebook in questo modo: “Mafia Capitale: imprenditori, politici, dipendenti pubblici corrotti e personaggi della criminalità di un passato non lontano. Hanno ucciso Roma, hanno mortificato la dignità dei cittadini e generato un immenso danno d’immagine all’ Italia intera. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza il contributo determinante di una classe politica compiacente, a volte addirittura asservita a questi delinquenti. E oggi è la vittoria dei cittadini, della società civile e della legalità sulla criminalità, sul malaffare e sulla vecchia politica”.