Eur – Prostituzione e un’invasione di preservativi in strada

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Nel quartiere del modernismo una situazione riprovevole. La zona Eur è ormai invasa dall’immondizia, dalla prostituzione e dai contraccettivi in lattice

Eur tra storia e modernità

In questo periodo ci siamo ritrovati a varcare alcune realtà della capitale. Oggi vorremmo parlarvi dell’Eur; perché ciò che sta accadendo in questa zona ha dell’incredibile. Siamo davanti al IX Municipio, un quartiere con una storia alle spalle straordinaria. Progettato negli anni 30 del XX secolo ha subito avuto un ruolo importante nella capitale. La sua costruzione, infatti, era stata programmata ad hoc per ospitare l’Esposizione Universale di Roma, dal cui acronimo ha preso il nome. Sfortunatamente l’expo non ebbe mai luogo a causa della seconda guerra mondiale e l’intero progetto architettonico rimase incompiuto. L’ente addetto alla realizzazione del progetto Eur fu così commissariato nel 1944 divenendo una S.p.a controllata al 90% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e al 10% dal Comune di Roma. Grazie a questo nuovo assetto, la realizzazione di una realtà attuale e architettonicamente innovativa riprese vita, fino a diventare l’emblema del modernismo capitolino.

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Al giorno d’oggi il Quartiere XXXII conta tra i più bei monumenti di tutta Roma: dal Palazzo della Civiltà Italiana alla ‘nuovissima’ Nuvola di Fuksas; per non parlare dell’ Obelisco di Arnaldo Pomodoro o del Colosseo Quadrato. Un mare di opere, alcune ancora incompiute (come l’acquario del Laghetto), che contribuiscono a donare spessore a questa parte di Roma. Dov’è quindi il problema? Il vero tallone d’Achille di tutta questa storia risiede nel cuore e nelle strade trascurate e dimenticate di questo meraviglioso nucleo. Si, perché camminando lungo le strade che costeggiano la Cristoforo Colombo (una delle vie più percorse dai romani) non si vede altro che degrado; e non si parla solo d’immondizia…

Alle porte di Roma – tra degrado e prostituzione

La piaga che da qualche tempo sta insanguinando l’Eur è la prostituzione. Una ‘costante’ di molte realtà metropolitane, ma non nella condizione in cui opera in questo quartiere. Siamo, e ne è solo un esempio, nel Giardino Francesco Albani; un parco come un altro, con panchine, del verde ed area giochi per bambini. Tutto normale fin qui, se non fosse che ogni singolo centimetro di prato è oramai concimato da preservativi usati e dalle cartacce che li contenevano.

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Per non parlare dei pezzi di biancheria intima, spesso sporca… e dal contorno di rifiuti d’ogni tipo che disegnano una realtà mostruosa. Alle stesse scene si assiste passeggiando per i marciapiedi, dove di notte, agli angoli, lungo tutta la Colombo, si può prenotare la compagnia di una notte che meglio si preferisce, infatti la scelta è spaventosamente variegata. Tutto questo confezionato a rendere uno dei quartieri più belli di Roma un vero e proprio immondezzaio a cielo aperto.

Tra colpevoli e biasimi

Come si può pensare di lavorare ai servizi pubblici di una città e doversi ritrovare, forzatamente, a raccogliere, con rischi altissimi per la salute, le cose disgustose sopra descritte. Chi lo farebbe? Naturalmente nessuno. Ma la vera domanda è… tutto questo potrebbe preventivamente evitarsi? Eur S.p.a, come cita il loro sito, rappresenta “La città nella città”; troppo ambizioso se poi si vanno a comparare i risultati.

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Polemiche a parte, tale organizzazione rappresenta qualcosa di singolare nella capitale che però, a quanto pare, non funziona. Quella che si sta andando a disegnare, ogni notte sempre di più, è una situazione riprovevole, che condiziona la vita di tutti quegli abitanti che pensavano di trovare nell’Eur un quartiere innovativo (forse anche troppo) e programmaticamente organizzato. Colpa dell’Ama, colpa della giunta capitolina, colpa di quei poteri che guadagnano sulla prostituzione? Chi può dirlo, ma siamo sicuri che in pochi anni l’Eur potrebbe finire per diventare palcoscenico di realtà malavitose.

Una riflessione ideologica

Quello della prostituzione resta ancora oggi un tema molto dibattuto, soprattutto nel nostro paese, figlio del cattolicesimo. Molte realtà politiche, per ovviare a disagi come quelli sopra descritti, hanno più volte dibattuto sulla possibilità di creare le cosiddette “case chiuse“. Una scelta opinabile, d’accordo, che non con facile remora andrebbe approfondita e pianificata. Ma vedere interi quartieri, perché, rendiamoci conto, quello dell’Eur è solo un esempio, degradare a causa della prostituzione fa piangere il cuore. In cosa auspicare è difficile dirlo, ma è ovvio che si spera, il prima possibile, nell’intervento delle istituzioni per risolvere questa indicibile crudeltà urbana.