Atac – Radicali raccolgono le 33 mila firme. Via al referendum

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Impresa straordinaria del gruppo dei Radicali. Raccolte le 33 mila firme utili a lanciare il referendum sulla privatizzazione di Atac

Sarà un nuovo punto d’inizio?

Il gruppo dei Radicali è riuscito a portare a casa un ottimo risultato sul suolo capitolino. Dopo la forte spinta attuata dalla leader Emma Bonino i risultati hanno premiato la voglia di 33 mila romani di vedere ATAC in mano a privati. Non ci credeva nessuno, soprattutto con l’incombenza della stagione estiva ed il caldo torrido che ha investito la capitale; eppure la volontà popolare ha prevalso. Migliaia di romani si sono spinti nei loghi allestiti dal movimento politico liberale per raggiungere le firme utili; apponendo una sigla che potrebbe cambiare il volto di Roma. La voglia è quella di vedere la città eterna allineata alle altre realtà europee. La situazione di trasporti è oramai sull’orlo del baratro. Troppi debiti e poche soluzioni in tasca per risollevare l’insanabile. Ma se si finisse realmente in mani private cosa succederebbe?

Paura del futuro

Pochi giorni fa abbiamo parlato (qui il link) della paura di alcuni investitori di spingersi sul suolo romano. L’amministrazione incongruente e le ‘particolari abitudini’ della capitale intimoriscono chi ha grandi capitali da investire. E se si finisse per vedere ATAC privatizzata quali sarebbero realmente gli scenari possibili? Difficile a dirsi, ma alcuni punti sono chiari. C’è grande diffidenza nel mondo grillino sulle privatizzazioni. La scelta dei Radicali di raccogliere le firme, visto il devasto in cui versa la società di trasporti, ha avuto come unica risposta (da parte della sindaca) un cambio ci assetto del consiglio d’amministrazione interno. Una mossa fatta più per sottolineare la voglia di contrastare il gruppo di estrema sinistra, che per cercare di risollevare realmente la situazione. Ma se il referendum dovesse vedere la vittoria della privatizzazione a quel punto la giunta dovrebbe adeguarsi. Ma in che modo lo farebbe?

Assecondare la volontà popolare o contrastare gli avversari

Abbiamo visto come a Palazzo Senatorio l’abitudine sia ormai diventata il contrasto. Qualunque scelta implichi un’opposizione diventa terreno fertile di battaglia. La scelta su ATAC, neanche a dirlo, porterà a nuovi scontri. E non si voglia che l’obiettivo sul futuro di Roma si trasformi più in una partita a scacchi che non in un’unanime presa di responsabilità. In ogni caso i romani saranno presto portati a decidere su tale situazione e a quel punto ci si aspetta un buon lavoro delle amministrazioni tutte. Aspettando la data del referendum toccherà quindi ragionare bene sul ciò che si desidera per il futuro della capitale.