Acea taglia l’acqua di notte. Previsti disagi in tutta Roma

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Roma ripiomba nella siccità e, nonostante gli scongiuri, si annunciano tagli alla distribuzione idrica nelle ore notturne con forti disagi

Niente doccia la sera – Ci siamo. Erano stati fatti grandi proclama a smentire la possibilità di disagi legati alla distribuzione idrica; eppure Roma resterà con i rubinetti secchi. Acea, la compagnia che distribuisce acqua nella capitale, ha annunciato forti disagi per gli abitanti romani. Di fatto sarà prevista una riduzione della pressione nelle tubature di Roma e Fiumicino. In una nota diramata proprio dall’azienda capitolina si legge come:

“Attuando le manovre, potrà mancare l’acqua ai piani alti degli edifici e nelle zone idraulicamente più sfavorite. Potrebbe non essere escluso anche lo svuotamento delle condotte con il conseguente intorbidimento dell’acqua al momento del rientro in servizio.”

Nella nota si parla inoltre di “siccità straordinaria” che, malgrado la “riparazione di oltre 1300 perdite” ha portato all’adozione di un “piano di riduzione controllata delle pressioni della rete idrica“.

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Qual’è il vero problema? – Nella nota diramata si fa cenno a 1300 perdite. Peccato che la società multiservizi si sia mossa a ripararle solo nel periodo estivo alla nostre spalle e soltanto dopo le gravi sciagure che l’hanno colpita. Una situazione a dir poco scandalosa che ha portato al recupero di circa 800 litri d’acqua al secondo, vero, ma che in realtà non colma gli sprechi accumulati negli anni. Il problema sta di fatto nella gestione di queste realtà. Troppo utili alla sopravvivenza delle città e per questo troppo poco oppresse dai regolamenti regionali. Il comune sembra ormai sparito, come se tutto ciò non lo riguardasse, e la stessa Acea pressa a sua volta la regione. Infatti, come si evince dal medesimo comunicato:

“Le riduzioni potranno contrarsi sensibilmente. Tanto da determinare l’ulteriore limitazione della durata e dell’entità qualora potessero essere attivate alcune nuove fonti di approvvigionamento idropotabile individuate dalla Società e già condivise con la Regione Lazio e la ASL competente (informando la STO dell’Ato 2). Avendo in corso di accertamento, in collaborazione con gli Enti sopracitati, la possibilità di utilizzo delle stesse da un punto di vista amministrativo, ambientale ed igienico/sanitario.”

Un piano che potrebbe funzionare se si eseguisse la manutenzione degli impianti e se comuni e regioni, in sintonia con le società di distribuzione, iniziassero a lavorare insieme per assicurare ‘certezze’ ai cittadini.